Il 9 settembre, cinque giorni dopo la sua morte, sono stati pubblicati due testamenti olografi, scritti di suo pugno e sigillati secondo la forma segreta prevista dal diritto italiano. I documenti, custoditi e resi pubblici dal notaio Elena Terrenghi, sono datati 15 marzo e 5 aprile 2025. Sebbene il contenuto non sia ancora stato divulgato, le prime indiscrezioni fanno ipotizzare un ruolo centrale della Fondazione Armani nella futura governance dell’azienda. In assenza di eredi diretti, Armani ha avuto piena libertà di disporre del suo vastissimo patrimonio.
La ricchezza personale dello stilista è stata stimata in circa 10 miliardi di euro, comprensiva di immobili di prestigio come l’attico a New York, la villa di Forte dei Marmi e la Capannina, recentemente acquistata. Ma il vero cuore dell’eredità è rappresentato dalla struttura della Giorgio Armani S.p.A., un asset aziendale solido, indipendente e costruito su misura per resistere nel tempo.
Nel 2023, Armani aveva aggiornato lo statuto della società introducendo sei categorie di azioni con diritti di voto differenti. Secondo voci di settore, le categorie A e F, quelle con maggior peso decisionale, potrebbero essere state destinate alla Fondazione. Una scelta in linea con la visione dello stilista, da sempre attento a preservare l’autonomia e l’identità del marchio, evitando spinte speculative e interferenze esterne.
Mentre il mondo della moda piange il suo maestro, Milano prepara un tributo che ha il sapore dell’ultimo atto firmato da Armani stesso. Durante la prossima Milano Fashion Week, dal 23 al 29 settembre, verranno presentate le ultime collezioni disegnate dallo stilista. Emporio Armani sfilerà il 25 settembre al Teatro Armani, mentre la linea Giorgio Armani sarà protagonista il 28 settembre a Palazzo Brera.
Il 24 settembre, sempre a Brera, si aprirà una grande mostra celebrativa per i 50 anni della maison, fondata nel 1975. L’esposizione, curata personalmente da Armani, presenterà 150 abiti iconici: un viaggio attraverso cinque decenni di stile, dagli esordi rivoluzionari con i completi destrutturati, all’estetica raffinata che ha vestito star e capi di Stato, imponendo nel linguaggio comune l’aggettivo “armaniano”.
Sul piano istituzionale, il Comune di Milano ha confermato l’inserimento di Giorgio Armani nel Famedio del Cimitero Monumentale, il pantheon laico dedicato ai cittadini illustri. La cerimonia si terrà il prossimo 2 novembre, come da tradizione.
Diversa la questione legata all’intitolazione di vie o spazi pubblici: nonostante le richieste già arrivate, il sindaco Giuseppe Sala ha ribadito la volontà di rispettare la regola dei dieci anni prima di intitolare luoghi a persone scomparse, come già avvenuto per figure del calibro di Umberto Veronesi. Una scelta dettata da equilibrio istituzionale, che non cancella ma dilaziona il giusto tributo.





