Un nuovo colpo di scena riapre le indagini sul caso Garlasco: il DNA rinvenuto sui margini ungueali di Chiara Poggi potrebbe essere valido e utilizzabile. A confermarlo è il genetista Marzio Capra, storico consulente della famiglia della vittima, che ha spiegato come “dovremo effettuare tutti gli eventuali confronti” su questo profilo genetico.
Tuttavia, l’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, ha sottolineato che “quel DNA non era attribuibile, non c’era nessun elemento, ci sono dati probatori reali” e ha messo in guardia contro un uso approssimativo delle scienze forensi, avvertendo che “non si può dare l’impressione che ognuno possa fare una relazione e metterla lì”.
Se confermato, il profilo genetico sarà esaminato nell’ambito dell’incidente probatorio, per il quale i periti hanno ottenuto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli una proroga di 70 giorni. Le indagini proseguono quindi con nuovi risvolti attesi nelle prossime settimane.





