Politici, giornalisti, attivisti, sindacalisti e persino un gioielliere napoletano 86enne residente in Svizzera: è questo il variegato volto dei 40 cittadini italiani arrestati dalla Marina israeliana durante l’arrembaggio alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale che puntava a rompere il blocco navale imposto da Israele su Gaza.
Una composizione eterogenea, ma unita da un filo comune: l’impegno civile, il pacifismo e la solidarietà internazionale. A bordo delle diverse imbarcazioni – Morgana, All In, Karma, Madleen, Mango – si trovavano rappresentanti delle istituzioni italiane, esponenti del giornalismo indipendente, figure dell’associazionismo e cittadini comuni.
Cinque i politici presenti nella Flotilla: Arturo Scotto e Annalisa Corrado, deputato e eurodeputata del Partito Democratico; Benedetta Scuderi, europarlamentare di Europa Verde; Marco Croatti, senatore del Movimento 5 Stelle; e Paolo Romano, consigliere regionale Dem in Lombardia. Tutti saliti a bordo non solo per testimoniare ma anche per prendere parte attivamente a una missione di pace e osservazione.
Con loro anche giornalisti italiani noti per il loro lavoro in prima linea: Lorenzo D’Agostino del Manifesto, Saverio Tommasi di Fanpage, Barbara Schiavulli di Radio Bullets e Alessandro Mantovani de Il Fatto Quotidiano. Presenze fondamentali per raccontare una missione che, ancora una volta, si è scontrata con la dura realtà del blocco navale.
Tra gli attivisti figurano nomi noti nel mondo dell’associazionismo: Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) e imam di Bologna, era a bordo della nave Karma, insieme a Michele Saponaro (skipper), Margherita Cioppi, capomissione dell’ARCI, e Maso Notarianni, presidente dell’ARCI Milano. C’era anche Paolo De Montis, 65enne romano, sindacalista CUB ed ex dipendente Alitalia, andato in pensione solo poche settimane fa.
Tra i partecipanti anche due genovesi: José Nivoi, figura storica del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), e Pietro Queirolo Palmas, 23 anni, probabilmente il più giovane tra gli italiani fermati. Entrambi erano a bordo della Morgana e della All In, navi simbolo di un impegno che parte dalle banchine del porto di Genova per approdare simbolicamente a Gaza.
Non poteva mancare Tony La Piccirella, portavoce della Global Sumud Flotilla, già noto per lo scontro con Bruno Vespa a Porta a Porta e per il tentativo, lo scorso giugno, di raggiungere Gaza con la nave Madleen insieme a Greta, attivista svedese. Anche in quell’occasione furono arrestati, imprigionati e poi espulsi da Israele.
Tra i fermati, anche una figura sorprendente: Roberto Ventrella, 86 anni, gioielliere originario di Napoli, oggi residente in Svizzera, che ha scelto di partecipare alla missione salpando a bordo della nave Mango. Un segno che l’impegno per la pace non conosce età né confini.
Secondo fonti diplomatiche, i 40 cittadini italiani dovrebbero rientrare entro 48 ore. Intanto, il gesto della Flotilla ha riportato al centro dell’attenzione mediatica e politica la questione del blocco di Gaza e il ruolo della società civile internazionale nel chiedere la fine di una situazione definita da molti come insostenibile e disumana.
L’operazione di Israele ha nuovamente acceso il dibattito: tra accuse di violazione del diritto internazionale e rivendicazioni di legittima difesa, la Flotilla non ha raggiunto Gaza, ma ha sicuramente raggiunto il suo obiettivo simbolico: quello di non far calare il silenzio su un dramma ancora in corso.





