ALTAVILLA IRPINA – Una giornata qualunque si è trasformata in un dramma sfiorato e poi, fortunatamente, in una storia a lieto fine. È il 2 ottobre, giorno di Sant’Angelo, quando la signora Antonella De Santis, viene colpita da uno shock anafilattico seguito da crisi respiratoria e arresto cardiaco dopo la somministrazione di una siringa di Rocefin. Un’emergenza improvvisa, una corsa contro il tempo, una vita in bilico. Ma grazie alla straordinaria prontezza dei soccorsi e alla professionalità del personale sanitario, Antonella oggi è viva.
A raccontare questa vicenda è la figlia, Francesca, che desidera esprimere tutta la sua gratitudine ai protagonisti di questo autentico miracolo. «Voglio che tutti sappiano – racconta – che mia madre è qui grazie alla prontezza dell’Unità Operativa “Il Gabbiano” di Altavilla Irpina e al tempestivo intervento del 118 di Avellino. Senza di loro, oggi non ci sarebbe».
È proprio il personale del “Gabbiano”, intervenuto per primo, ad aver compiuto i gesti decisivi nei primissimi minuti. Fernando Greco, Alessandro Coscia, Federico Di Lorenzo e Daniele De Vito hanno somministrato Bentelan e adrenalina, riuscendo a mantenere stabili i parametri vitali della signora De Santis fino all’arrivo del 118.
Quando l’ambulanza del 118 di Avellino è arrivata, i soccorritori hanno proseguito con manovre avanzate di rianimazione: intubazione, somministrazione dei farmaci e tutte le pratiche necessarie per far ripartire il cuore e la respirazione. «Sono stati degli angeli – racconta ancora Francesca –. L’operatore del 118, al telefono, mi ha guidata passo dopo passo, consigliandomi il Bentelan e invitandomi a mantenere la calma. È stato fondamentale».
La corsa verso l’ospedale e il ricovero alla Città Ospedaliera di Avellino hanno confermato l’eccellenza della sanità irpina. L’Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva e Rianimazione, insieme al reparto di Cardiochirurgia, ha preso in carico la paziente con dedizione e umanità. «Ricorderò per sempre le prime parole di mia madre nel letto di rianimazione – dice commossa Francesca –. Mi ha detto che il personale non la lasciava mai sola, che avevano già imparato il suo nome. L’infermiere Vittorio le faceva sempre compagnia, la faceva sorridere, monitorava ogni suo parametro con attenzione. Questo non si dimentica».
Oggi Antonella De Santis è ancora ricoverata, ma le sue condizioni sono in netto miglioramento. La sua famiglia, e in particolare sua figlia, vogliono dire “grazie” pubblicamente:
Grazie ai soccorritori del Gabbiano, al personale del 118, ai medici, agli infermieri, agli operatori della rianimazione e della cardiochirurgia.





