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Israele si prepara al possibile arrivo di Trump, segnali di apertura per il rilascio degli ostaggi

Il conflitto in Medioriente è giunto al giorno 733 e, secondo quanto riportato dal sito israeliano Ynet, Israele si starebbe preparando all’eventualità che Donald Trump arrivi nel Paese nel caso in cui venga firmato un accordo, per celebrare personalmente quello che verrebbe considerato un risultato storico.

Intanto, le trattative per una possibile tregua e il rilascio degli ostaggi sembrano entrare in una fase cruciale. Una fonte a conoscenza dei negoziati ha dichiarato a Channel 12 che le autorità israeliane “si stanno preparando al rilascio degli ostaggi all’inizio della prossima settimana”. Hamas ha confermato lo scambio delle liste di prigionieri con Israele, segnale di un possibile passo avanti, mentre da più fronti si respira un cauto ottimismo.

Il Cairo, che gioca un ruolo chiave nella mediazione, ha fatto sapere che, in caso di cessazione del conflitto, altri Paesi arabi sarebbero pronti a firmare accordi di pace con Israele. In Egitto è giunta intanto la moglie di Marwan Barghouti, figura di spicco della causa palestinese, in quello che potrebbe essere un segnale legato alle trattative.

Nelle ultime ore, Tel Aviv ha condotto un blitz nel campo profughi di Hebron, in Cisgiordania, dove sono state arrestate decine di persone, alimentando le tensioni sul fronte interno.

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