Le forze anticorruzione ucraine hanno effettuato perquisizioni negli appartamenti e negli uffici riconducibili ad Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky, nell’ambito dell’inchiesta che sta scuotendo i vertici dell’agenzia nucleare statale Energoatom. L’operazione, che rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’indagine, è stata confermata dallo stesso Yermak con un post sui social.
“Stanno effettivamente conducendo azioni procedurali a casa mia. Pieno accesso garantito, i miei avvocati sono sul posto e collaborano con gli inquirenti. Da parte mia, massima collaborazione”, ha scritto il dirigente ucraino, sottolineando di non voler ostacolare in alcun modo gli accertamenti.
Secondo Daria Kaleniuk, direttrice del Centro anticorruzione ucraino, la perquisizione potrebbe preludere a una possibile imputazione nei confronti del braccio destro di Zelensky. L’inchiesta su Energoatom, intanto, continua ad allargarsi, alimentando tensioni ai massimi livelli dell’amministrazione di Kiev.





