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Guerra in Ucraina: cresce la tensione tra Nato e Russia mentre l’inverno si avvicina

La guerra in Ucraina entra nel suo 1.378° giorno e il clima internazionale torna a farsi incandescente. A riaccendere lo scontro diplomatico sono le dichiarazioni dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, secondo cui l’Alleanza starebbe valutando anche l’ipotesi di azioni preventive contro la Russia. Una risposta, ha spiegato, alle attività ostili attribuite a Mosca: cyberattacchi, sabotaggi e violazioni dello spazio aereo dei Paesi membri.

Immediata la reazione del ministero degli Esteri russo, che ha definito l’ipotesi Nato “un passo estremamente irresponsabile”, accusando l’Alleanza di voler alimentare ulteriormente l’escalation del conflitto.

Nel frattempo il presidente Vladimir Putin, in visita a un centro di comando delle forze impegnate nel teatro ucraino, ha dichiarato che l’esercito russo deve prepararsi a combattere per tutto l’inverno, lasciando intendere che i prossimi mesi saranno segnati da nuovi scontri e da un ulteriore irrigidimento delle strategie militari.

Sul fronte economico, il Financial Times rivela un altro elemento di frizione: la Banca Centrale Europea avrebbe rifiutato di fornire garanzie sugli asset russi congelati, non legandosi dunque al prestito da 140 miliardi di euro destinato all’Ucraina. Una scelta che aggiunge complessità alla gestione del sostegno economico a Kiev, proprio mentre si apre una fase cruciale del conflitto.

Tra pressioni militari, tensioni diplomatiche e nodi economici irrisolti, il quadro internazionale appare sempre più instabile, mentre l’inverno che avanza rischia di trasformarsi nell’ennesimo moltiplicatore di tensioni.

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