La vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” continua a suscitare attenzione in Italia, dopo che il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto provvedimenti cautelari nei confronti di una coppia di genitori e dei loro tre figli, di età compresa tra i 6 e gli 8 anni.
I bambini sono stati allontanati dal loro casolare in mezzo al bosco e collocati in una casa famiglia, mentre la responsabilità genitoriale nei confronti di entrambi i genitori è stata sospesa.
L’ordinanza del tribunale è stata motivata dalla necessità di tutelare lo sviluppo fisico e psicologico dei minori, ritenuto potenzialmente compromesso dall’ambiente domestico in cui vivevano, privo di servizi essenziali e con difficoltà nell’accesso all’istruzione.
Nell’ordinanza è previsto anche l’incarico di una Consulenza Tecnica d’Ufficio per valutare lo stato psicologico dei genitori e le dinamiche familiari, così da permettere al tribunale di comprendere se l’ambiente familiare possa influire sulla sicurezza e sul benessere dei bambini.
Dopo l’emissione del provvedimento, i legali della coppia hanno presentato ricorso, chiedendo il riesame della misura e il possibile ricongiungimento dei figli con i genitori, ma il tribunale ha confermato le misure cautelari, pur riconoscendo alcuni progressi dei genitori nella collaborazione con i servizi.
Il ruolo della consulenza tecnica sarà centrale per fornire un quadro dettagliato delle capacità genitoriali e delle condizioni emotive dei genitori, informazioni utili al tribunale per prendere decisioni equilibrate.
La vicenda resta aperta, con i bambini che continuano a vivere nella casa famiglia e la madre che può trascorrere con loro alcuni momenti della giornata, mentre il tribunale monitora la situazione e valuta l’evoluzione delle condizioni familiari.





