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Guerra in Ucraina, escalation senza fine: il Papa invoca il dialogo mentre l’Europa rinnova le sanzioni

La Russia ha lanciato un massiccio attacco contro il territorio ucraino, colpendo in particolare il settore energetico e le infrastrutture civili. A denunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky con un messaggio pubblicato su Telegram: «La Russia ha lanciato un massiccio attacco all’Ucraina, soprattutto alla nostra energia, alle infrastrutture civili, praticamente a tutta l’infrastruttura della vita. Sono già stati lanciati più di 650 droni. Più di trenta missili».

Secondo quanto riferito dal capo dello Stato, almeno 13 regioni ucraine sono state prese di mira, aggravando ulteriormente una situazione già critica per la popolazione civile, duramente provata da quasi quattro anni di conflitto. Zelensky ha inoltre sottolineato che Kiev è in costante contatto con Washington: «Stiamo discutendo con gli Stati Uniti le tempistiche per le garanzie di sicurezza e la possibilità di estendere tali garanzie», segnale di una diplomazia ancora attiva nonostante l’intensificarsi delle ostilità.

L’ondata di bombardamenti ha avuto ripercussioni anche oltre i confini ucraini. La Polonia, paese membro della NATO e confinante con l’Ucraina, ha deciso di dispiegare i propri caccia in risposta agli attacchi russi, per garantire la sicurezza dello spazio aereo nazionale durante le operazioni militari di Mosca.

Nel frattempo, la tensione cresce anche all’interno della Russia. Un generale russo di alto rango è stato ucciso nella zona sud di Mosca dopo l’esplosione di un ordigno piazzato sotto la sua auto. La vittima è il tenente generale Fanil Sarvarov, 56 anni, capo della Direzione addestramento operativo dello Stato maggiore delle forze armate russe. Le autorità di Mosca sospettano il coinvolgimento dei servizi segreti ucraini nell’attentato, anche se al momento non sono state fornite prove ufficiali.

Sul fronte europeo, il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera al rinnovo semestrale delle sanzioni economiche contro la Russia, confermando la linea dura di Bruxelles nei confronti di Mosca e il sostegno politico ed economico all’Ucraina.

Infine, dagli Stati Uniti arriva un messaggio che punta, almeno a parole, alla de-escalation. L’inviato speciale americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha dichiarato su X che la Russia «rimane pienamente impegnata a raggiungere la pace in Ucraina» e che «apprezza molto gli sforzi e il sostegno degli Stati Uniti per risolvere il conflitto». Parole che contrastano con la violenza degli ultimi attacchi e che alimentano interrogativi sulla reale volontà di Mosca di avviare un percorso negoziale.

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