A Natale un regalo su tre è stato scelto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Un dato che conferma quanto gli strumenti digitali siano entrati rapidamente nelle abitudini di consumo degli italiani, soprattutto nei periodi di maggiore pressione come le festività. Tuttavia, dietro la promessa di semplicità, rapidità e suggerimenti “su misura”, si nasconde un lato oscuro: i consigli forniti dall’IA non sempre si sono rivelati corretti, generando scelte poco consapevoli, impersonali e spesso sbagliate, con un conseguente danno economico per i consumatori.
A lanciare l’allarme è Consumerismo, associazione di tutela dei consumatori, che evidenzia i rischi di un uso acritico dell’intelligenza artificiale negli acquisti natalizi. Secondo il presidente Luigi Gabriele, il primo problema è di natura qualitativa. «Il primo rischio legato all’uso dell’IA nella scelta dei regali è una spersonalizzazione dell’acquisto – afferma – con i consumatori che hanno delegato un sistema tecnologico che non conosce gusti e abitudini né di chi compra un regalo, né di chi lo riceve». Il risultato? Doni spesso inadeguati, poco utili o lontani dalle reali aspettative del destinatario.
Un regalo, per sua natura, dovrebbe trasmettere attenzione, conoscenza e cura. Affidarsi completamente a un algoritmo, che elabora suggerimenti basandosi su dati generici, tendenze di mercato o logiche commerciali, rischia invece di trasformare un gesto personale in un acquisto standardizzato e impersonale.
Ma non è tutto. Consumerismo segnala anche un secondo pericolo, questa volta di tipo quantitativo. «Con l’IA si abbassa la soglia d’attenzione in fase di acquisto – spiega Gabriele – con una eccessiva fiducia nello strumento tecnologico che fa aumentare il numero di ordini e diminuire le difese critiche». Prezzo, qualità del prodotto, affidabilità del venditore e recensioni negative finiscono così in secondo piano, spingendo i cittadini a spendere di più senza un’adeguata valutazione.
Il bilancio finale è doppio: da un lato regali sbagliati o inutili, dall’altro una spesa più elevata del previsto. L’intelligenza artificiale, dunque, può essere un valido supporto, ma non dovrebbe mai sostituire del tutto il giudizio umano. Il consiglio delle associazioni dei consumatori è chiaro: usare l’IA come strumento di orientamento, non come decisore finale, mantenendo sempre spirito critico e attenzione. Anche a Natale, soprattutto a Natale.





