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I figli allontanati dalla casa nel bosco, il padre rompe il silenzio: “Sono distrutti dall’ansia e vogliono tornare a casa”

Dal 20 novembre i tre bambini e la madre sono stati trasferiti dalla casa nel bosco di Palmoli, nel Chietino, a una struttura di Vasto. Una decisione presa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila per “proteggerli da una vita di privazioni, materiali e di relazione”, alla quale – secondo l’ordinanza – sarebbero stati costretti da genitori che avevano abbracciato in modo eccessivo la filosofia di vita dei neorurali.

Dopo oltre un mese di silenzio, imposto dai legali, il padre, il britannico Nathan Trevallion, 51 anni, ha deciso di parlare per la prima volta in un’intervista a La Stampa. Un racconto a cuore aperto, segnato dalla preoccupazione per i cambiamenti osservati nei figli. «Sono cambiati – racconta – hanno difficoltà a concentrarsi, vivono in uno stato costante di agitazione e ansia. A volte litigano tra loro, cosa che prima non accadeva».

Da quel 20 novembre Trevallion può incontrare la famiglia solo per un’ora alla settimana. «Quando me ne vado – spiega – cercano di fare altro, come per sfuggire a quello che provano. Avverto una grande tristezza in loro, come se non capissero perché il papà deve tornare a casa da solo». Il padre descrive reazioni diverse nei tre bambini: uno sfoga la rabbia rompendo oggetti o litigando con i fratelli, la gemella piange e si arrabbia quando lo vede allontanarsi, mentre la più grande, di 8 anni, tende a trattenere le emozioni ma si morde le dita fino a farle arrossare.

«Continuano a chiedere quando potranno tornare a casa. È tutto ciò che vogliono: vivere con i nostri animali, nella natura, rispettando le regole», sottolinea Trevallion, che ai figli chiede di “essere forti e prendersi cura l’uno dell’altro”.

Il padre respinge le accuse e difende lo stile di vita scelto con la moglie, l’australiana Catherine Birmingham, 45 anni: «La nostra è una condizione comune in tanti contesti rurali, in ogni parte del mondo. Non abbiamo fatto nulla di male. Vogliamo solo tornare a vivere serenamente con i nostri bambini, in armonia con la natura e nel rispetto delle regole di base per la loro protezione».

Intanto prosegue l’iter giudiziario. Il 5 gennaio la psicologa Simona Ceccoli ha assunto l’incarico di consulente del Tribunale dei minorenni dell’Aquila e svolgerà un’indagine “personologica e psico-diagnostica” sulla coppia per valutare l’idoneità all’esercizio della responsabilità genitoriale. Gli accertamenti inizieranno il 23 gennaio e la relazione dovrà essere depositata entro 120 giorni. Una perizia decisiva per il futuro della famiglia.

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