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Crans-Montana, arrestato il gestore del locale: in carcere Jacques Moretti

È stato arrestato oggi Jacques Moretti, gestore di Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove nella notte di Capodanno un devastante incendio ha causato la morte di 40 persone, tra cui sei giovani italiani. Il fermo è scattato al termine dell’interrogatorio della coppia che gestiva il locale, avvenuto questa mattina a Sion, presso la Procura del Canton Vallese.

Dopo aver ascoltato separatamente Jacques Moretti e la moglie Jessica Moretti, alla presenza dei rispettivi avvocati e dei legali di alcune delle vittime, il pubblico ministero incaricato del caso, Catherine Seppey, ha disposto l’arresto dell’uomo, mentre ha rimesso in libertà la donna. L’audizione è durata complessivamente circa sei ore e mezza.

La misura cautelare è stata eseguita immediatamente: Jacques Moretti ha lasciato il palazzo di giustizia a bordo di un furgone della polizia cantonale svizzera. Jessica Moretti, invece, è uscita dagli uffici della Procura accompagnata dai suoi avvocati. Ai giornalisti presenti, la donna ha rilasciato brevi dichiarazioni cariche di emozione. «Voglio scusarmi», ha detto a Léman Bleu. «I miei pensieri sono costantemente rivolti alle vittime e a coloro che oggi lottano per ottenere giustizia. È una tragedia inimmaginabile. Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. È successo nel nostro locale e voglio scusarmi», ha aggiunto ai microfoni di BFMTV.

Secondo quanto riportato dai media elvetici, la Procura ha chiesto la carcerazione preventiva di Jacques Moretti ritenendo ora sussistente un potenziale rischio di fuga, ipotesi che in precedenza era stata esclusa, non senza polemiche. Nei giorni scorsi, infatti, gli avvocati delle vittime avevano sollecitato l’arresto della coppia, ma il Procuratore Generale aveva inizialmente ritenuto che non vi fossero i presupposti, in particolare per quanto riguarda il pericolo di fuga e l’inquinamento delle prove. Al momento non è stato chiarito il motivo del cambio di orientamento della Procura.

La coppia resta indagata nell’inchiesta penale per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Nei giorni successivi alla tragedia, tramite i propri legali, i due avevano dichiarato di non voler sfuggire alla giustizia. «Non ci sono parole che possano descrivere adeguatamente la tragedia avvenuta quella notte al Constellation. Questo luogo di festa si è improvvisamente trasformato in un luogo di orrore e paura. Siamo devastati e sopraffatti dal dolore», avevano affermato, assicurando «piena fiducia negli inquirenti» e una collaborazione totale con le autorità.

Le indagini della Procura svizzera si concentrano in particolare sulle misure di sicurezza del locale e sul rispetto delle norme antincendio. Sotto la lente degli investigatori ci sono la conformità dei lavori effettuati, i materiali utilizzati, le vie di fuga e il comportamento tenuto durante la serata. Secondo le prime ricostruzioni, le scintille delle candele di fontana luminose posizionate su alcune bottiglie avrebbero raggiunto il soffitto del seminterrato, innescando l’incendio. Un ulteriore elemento critico è emerso martedì, quando il Comune di Crans-Montana ha rivelato che dal 2019 nel locale non era stata effettuata alcuna ispezione di sicurezza e antincendio.

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