Emergono nuovi dettagli sulla tragica morte di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco (Pavia). Secondo i consulenti della famiglia Poggi, l’aggressione non sarebbe avvenuta all’ingresso della casa, come sostenuto finora, ma in cucina, dove è stato trovato il bricco di Estathé della vittima, con tracce di Dna di Alberto Stasi, il fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni per omicidio.
I periti della famiglia Poggi hanno ultimato una serie di accertamenti nella villetta di via Pascoli, ricostruendo la possibile dinamica dell’omicidio. «Per noi – ha spiegato il consulente Redaelli – l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia in cucina, proprio lì dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé con il Dna di Stasi». Su questo elemento si basa la strategia difensiva dei Poggi, convinti della colpevolezza del fidanzato della giovane e contrari all’ipotesi di un colpevole diverso.
L’attenzione dei consulenti si è concentrata sulla spazzatura domestica, mai analizzata in precedenza. La nuova indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio, infatti, ha spinto a riesaminare la scena del crimine e a recuperare nuovi indizi, tra cui il Dna rinvenuto sulla cannuccia del bricco. «Se i giudici che lo hanno condannato avessero avuto questo Dna all’epoca – commenta Redaelli – la motivazione della condanna sarebbe stata ancora più solida».
Intanto, sul fronte mediatico, la vicenda ha visto un altro sviluppo. Ieri è emersa la notizia della condanna in primo grado per diffamazione di Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e giornalista del programma “Le Iene”, nei confronti della famiglia Cappa, parenti di Chiara Poggi. La vicenda riguarda un servizio andato in onda nel maggio 2022. La notizia era stata resa pubblica solo di recente, mentre il programma ha ripreso a parlare del caso Garlasco presentando due nuove testimonianze mai raccolte prima.
Si tratta di una donna e un uomo, estranei tra loro, che sostengono di aver visto la mattina del 13 agosto 2007 passare Mariarosa Cappa e una delle figlie della famiglia Poggi nei pressi della villetta di via Pascoli. Se confermate, queste deposizioni potrebbero rafforzare quanto sostenuto dall’operaio Marco Muschitta, che dichiarò di aver visto quella mattina uscire da casa una ragazza bionda in bicicletta, testimonianza poi ritenuta inattendibile dagli inquirenti.





