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Caivano e la fiction Rai, il sindaco Angelino: “In tv una storia passata, oggi la città è cambiata”

“La Caivano che vediamo in televisione non esiste più”. È un messaggio netto quello lanciato dal sindaco di Caivano, Antonio Angelino, dopo la messa in onda delle prime puntate della serie tv di Rai Uno La Preside, con Luisa Ranieri, ispirata liberamente alla figura della dirigente scolastica Eugenia Carfora e alla realtà dell’istituto Morano. Una produzione che, secondo il primo cittadino, rischia di cristallizzare un’immagine della città legata esclusivamente a droga, camorra e degrado, ignorando il percorso di riscatto intrapreso negli ultimi anni.

Angelino interviene con un lungo commento pubblicato sui social, precisando che il suo non è un attacco polemico alla fiction né al lavoro degli autori, ma una riflessione sul racconto mediatico di Caivano. “Quella che vediamo in TV è una pagina di storia passata – scrive –. Mi chiedo perché continuare a raccontare a tutto il mondo la Caivano della droga e della camorra quando, in realtà, quella storia è stata cancellata”.

La serie, ispirata alla scuola Morano ma girata in gran parte a San Giovanni a Teduccio, utilizza Caivano come simbolo delle periferie degradate. Un espediente narrativo che, per il sindaco, può funzionare sul piano televisivo, ma che rischia di vanificare gli sforzi di una comunità che sta cercando di lasciarsi definitivamente alle spalle un passato doloroso. “Raccontare Caivano per quella che non è più – sottolinea – farà bene all’audience, ma non a questa comunità”.

Pur rivendicando il cambiamento in atto, Angelino non rimuove il passato: “Il dolore per la piccola Fortuna Loffredo e per altri episodi di violenza resta una ferita che lascia cicatrici”. Ma, aggiunge, proprio la consapevolezza degli errori e del male vissuto ha permesso alla città di avviare un percorso di rinascita. Un processo sostenuto, secondo il sindaco, dagli interventi dello Stato, dai Decreti Caivano del Governo, dall’azione della magistratura, dalle forze dell’ordine e dalle progettualità messe in campo da Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli.

“Oggi – scrive Angelino – è possibile raccontare una Caivano diversa: una città in cui associazioni, scuole, chiese, famiglie, commercianti, imprenditori e cittadini hanno fatto quadrato, lontano dai riflettori, dimostrando di voler scrivere un’altra storia”. Un impegno quotidiano che, a suo dire, ha inferto colpi significativi allo spaccio e alla criminalità, pur in un contesto che continua a convivere con le difficoltà tipiche di molte realtà del Mezzogiorno.

Il sindaco tiene però a distinguere la critica al racconto mediatico dal giudizio sul lavoro educativo. “Sento il dovere di ringraziare la dirigente Eugenia Carfora – afferma – alla quale non si può contestare il grande lavoro profuso contro la dispersione scolastica, così come quello di tutti i dirigenti, docenti e operatori delle scuole di Caivano”. Scuola, giovani e famiglie restano, secondo Angelino, al centro dell’azione amministrativa.

Il messaggio finale è un invito a cambiare prospettiva: “Mi piacerebbe poter raccontare cosa siamo oggi e cosa vogliamo diventare”. Non una narrazione edulcorata, ma il racconto di una comunità che ha messo il peggio alle spalle e guarda avanti con orgoglio. “Da oggi – conclude – Caivano non va più difesa, ma valorizzata. Quella Caivano non deve tornare. Insieme dobbiamo scrivere una storia vera, non un copione, ma una realtà diversa, positiva e concreta”.

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