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Zelensky a Davos: «L’Europa non sa ancora difendere sé stessa»

«L’Europa non sa ancora difendere sé stessa». È un messaggio diretto e senza ambiguità quello lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, all’indomani del bilaterale con Donald Trump, avvenuto a margine dell’assise svizzera. Un incontro durato circa un’ora, in un momento geopolitico segnato da conflitti irrisolti e da equilibri internazionali sempre più fragili.

Zelensky ha ribadito la necessità di una maggiore autonomia strategica europea, sottolineando come la guerra in Ucraina abbia messo in luce le debolezze strutturali del continente sul piano della sicurezza e della difesa. «Non si tratta solo dell’Ucraina – ha spiegato – ma della capacità dell’Europa di proteggere i propri valori e i propri cittadini». Parole che suonano come un appello, ma anche come un monito, rivolto ai leader europei presenti a Davos.

Il faccia a faccia con Trump è arrivato al termine di una giornata intensa per il presidente statunitense, protagonista poche ore prima della cerimonia per la firma del Board of Peace per Gaza. «È una giornata molto emozionante – aveva dichiarato Trump – e tutti vogliono farne parte». Rivendicando i risultati della sua amministrazione in politica estera, il tycoon ha aggiunto: «Abbiamo posto fine a otto guerre e un’altra terminerà molto presto. Quella che pensavo fosse la più semplice, invece è la più difficile», un chiaro riferimento a uno dei dossier ancora aperti sul tavolo internazionale.

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