Da oggi, venerdì 13 febbraio, scattano nuovi aumenti nel prezzo delle sigarette in Italia, con rincari fino a circa 30 centesimi per pacchetto. La revisione dei prezzi riguarda anche altri prodotti del tabacco come sigari, sigaretti e tabacco trinciato, seguendo quanto previsto dal calendario di adeguamenti fiscali fissato dalla legge di bilancio.
Si tratta della seconda tornata di aumenti prevista dall’inizio dell’anno, dopo i recenti rincari che avevano già colpito alcuni marchi famosi come Marlboro e Philip Morris.
L’incremento dei listini è stato ufficializzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha pubblicato la tabella dei prezzi aggiornati per i prodotti da tabacco lavorati. Tra le sigarette coinvolte ci sono numerose varianti di marchi molto diffusi, con pacchetti che in alcuni casi possono superare i 6,30 euro per venti sigarette.
L’adeguamento dei prezzi è frutto dell’aumento delle accise disposto dalla legge di bilancio 2026, che ha previsto incrementi graduali delle imposte su sigarette e tabacchi da qui ai prossimi anni. Nei prossimi due anni sono già programmati ulteriori rincari: circa 10-12 centesimi nel 2027 e ulteriori 13-14 centesimi nel 2028.
L’aumento non riguarda solo le sigarette tradizionali ma anche prodotti come sigari e tabacchi da arrotolare, determinando un impatto complessivo sui prezzi alla vendita nelle tabaccherie italiane.
Per molti fumatori, quello di oggi rappresenta un’altra fase di rincaro dei costi legati al consumo di tabacco, con conseguenze dirette sul budget familiare, mentre lo Stato incassa maggiori tributi derivanti dalla tassazione di questi prodotti.





