Dopo una lunga giornata di discussioni a Ginevra, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito i negoziati con gli Stati Uniti come i “più intensi” mai affrontati fino a questo momento.
In un messaggio pubblicato nella notte sulla piattaforma X, Araghchi ha sottolineato che “questa sessione di negoziati è stata la più intensa mai avuta finora”, aggiungendo che “sono stati compiuti nuovi progressi nel nostro impegno diplomatico con gli Stati Uniti”. Parole che lasciano intravedere un possibile spiraglio nel dialogo tra le due parti, da tempo impegnate in un confronto complesso e delicato.
Nonostante i segnali di avanzamento, il capo della diplomazia iraniana ha ribadito che per arrivare a un’intesa concreta Washington dovrà modificare il proprio approccio. Venerdì, a margine dei colloqui, Araghchi ha dichiarato che gli Stati Uniti dovranno abbandonare quelle che ha definito “richieste eccessive”.
Il ministro iraniano ha inoltre affrontato la questione in una conversazione telefonica con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty. Nel colloquio, Araghchi ha evidenziato che “il successo in questo percorso richiede serietà e realismo da parte dell’altra parte, evitando qualsiasi errore di calcolo e richieste eccessive”.
Il riferimento agli “errori di calcolo” sottolinea la fragilità dell’attuale fase diplomatica, in cui ogni dichiarazione o decisione potrebbe incidere sull’equilibrio dei negoziati. Ginevra, storicamente teatro di importanti trattative internazionali, si conferma ancora una volta luogo simbolico di confronto tra potenze.
Al momento non sono stati diffusi dettagli tecnici sui contenuti specifici dei colloqui, ma le dichiarazioni di Araghchi indicano un’intensificazione del dialogo e, al tempo stesso, la permanenza di divergenze significative. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se l’intensità delle discussioni potrà tradursi in un accordo concreto o se le distanze politiche rimarranno un ostacolo difficile da superare.





