Latest Posts

Guerra, attacco alla base italiana di Erbil: nessun ferito tra i militari

Prosegue l’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele. Nella tarda serata di ieri un attacco ha colpito la base italiana di Erbil, nel nord dell’Iraq, mentre continuano i bombardamenti israeliani e la risposta missilistica di Teheran contro obiettivi in Israele e contro installazioni militari statunitensi in Medio Oriente. Resta alta la tensione anche nel Golfo Persico, dove l’Iran continua a colpire il traffico navale nello Stretto di Hormuz.

Momenti di forte tensione nella notte per il contingente italiano di stanza a Erbil. Un velivolo senza pilota, o forse un missile – la natura dell’ordigno è ancora in fase di accertamento – ha colpito le strutture italiane del Camp Singara provocando danni materiali ma senza causare vittime.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rassicurato sull’accaduto: “Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene”. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che i militari italiani sono al sicuro: “I nostri militari sono al sicuro nel bunker”.

A ricostruire quanto accaduto è stato il colonnello Stefano Pizzotti, comandante dell’Italian National Contingent di Erbil, in un’intervista a SkyTG24. Secondo quanto riferito dall’ufficiale, l’allarme è scattato intorno alle 20:30 ora locale, attivando immediatamente le procedure di sicurezza della coalizione internazionale. Il personale è stato trasferito nei bunker e, poco prima dell’una di notte, l’ordigno ha colpito la base.

“C’è stata una minaccia aerea ancora in fase di accertamento della tipologia, se un drone o un missile, che ha colpito la base italiana provocando alcuni danni a infrastrutture e materiali”, ha spiegato Pizzotti. Determinante è stata la rapidità con cui sono stati applicati i protocolli di sicurezza: tutto il personale si trovava già nelle strutture bunkerizzate quando l’ordigno è esploso.

Nonostante l’allarme sia cessato, l’area colpita non è ancora completamente accessibile. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della coalizione per mettere in sicurezza l’area e verificare eventuali altri ordigni. “Siamo nei bunker da ieri sera. L’allarme è terminato, ma gli artificieri stanno ancora verificando l’area prima di consentirci di accedere al punto d’impatto”, ha spiegato il colonnello.

Pizzotti ha inoltre confermato di essere in contatto costante con i vertici della Difesa italiana, tra cui il ministro Crosetto e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, che hanno seguito tutte le fasi dell’emergenza.

Nel frattempo l’aviazione israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro obiettivi in Iran e in Libano. A Teheran diversi quartieri della capitale iraniana sono stati colpiti da bombardamenti aerei, mentre a Beirut i missili hanno centrato la zona del lungomare, in un’area centrale della città. Secondo le prime informazioni almeno otto persone sono morte nell’attacco alla capitale libanese.

Teheran ha risposto intensificando i lanci di missili contro Tel Aviv e contro installazioni militari statunitensi nella regione. Nel mirino sono finite basi e infrastrutture in Arabia Saudita, Qatar, Dubai, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

Parallelamente l’Iran continua a colpire il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali. Nella giornata di ieri sono state colpite alcune navi portacontainer e almeno due petroliere che trasportavano carburante iracheno.

Nonostante gli attacchi, Donald Trump ha continuato a sostenere che lo Stretto di Hormuz resti sicuro. “È in ottima forma”, ha dichiarato. Intanto però i mercati energetici reagiscono alla crisi con una nuova impennata del prezzo del petrolio. Secondo le prime stime, i primi sei giorni di guerra sarebbero già costati agli Stati Uniti almeno 1,3 miliardi di dollari.

Il contingente italiano presente a Erbil continua comunque a svolgere le attività previste dal mandato internazionale. I militari sono impegnati soprattutto nell’addestramento delle forze curde locali, su richiesta del governo iracheno. Poco prima dell’inizio dell’attuale crisi era stato inoltre disposto un alleggerimento del contingente, riducendo il numero di effettivi presenti nella base rispetto ai livelli ordinari.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.