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Medio Oriente, guerra Israele-USA-Iran: tensione crescente e petrolio in rialzo

La guerra in Medio Oriente tra Israele, Stati Uniti e Iran si avvicina alla quarta settimana, mentre cresce la tensione sul piano militare ed economico. Secondo Reuters, il presidente americano Donald Trump starebbe valutando l’invio di migliaia di soldati sull’isola di Kharg e lungo le coste dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico mondiale.

Un’indiscrezione pubblicata dal Washington Post rivela che il Pentagono avrebbe chiesto alla Casa Bianca di sottoporre al Congresso una richiesta di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni militari. Tuttavia, fonti interne all’amministrazione americana giudicano la cifra difficilmente sostenibile.

Sul fronte delle minacce, Trump ha avvertito Teheran: gli Stati Uniti potrebbero colpire il gigantesco giacimento di gas South Pars in caso di nuovi attacchi contro l’impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, uno dei più importanti al mondo.

Le tensioni si riflettono anche sui mercati: il prezzo del greggio Brent è salito del 5%, raggiungendo i 112 dollari al barile, segnale delle crescenti preoccupazioni per la stabilità delle forniture energetiche.

Intanto, secondo diversi media, la raffineria Samref situata nel porto di Yanbu sul Mar Rosso è stata colpita da un attacco aereo. I danni sarebbero limitati, ma l’episodio colpisce un sito simbolo dell’industria petrolchimica saudita.

La situazione resta critica anche in Iraq: una fonte della sicurezza, citata da Al Jazeera, ha riferito che due droni hanno colpito una base statunitense nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.

Il conflitto, sempre più esteso e complesso, continua a generare instabilità regionale e timori per un possibile allargamento su scala globale.

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