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Disastro ambientale a Solofrana: scoperto scarico illegale, imprenditrice nei guai

Un vero e proprio attentato all’ambiente è stato scoperto questa settimana dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino. Al centro dell’indagine un opificio conciario, che invece di trattare correttamente i propri reflui, aveva creato un sistema artigianale per sversare sostanze chimiche pericolose direttamente nel torrente Solofrana.

L’operazione, condotta in collaborazione con l’Arma territoriale e coordinata dalla Procura di Avellino, ha portato al deferimento di una donna di 65 anni, titolare dello stabilimento. Le accuse nei suoi confronti sono gravi: gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Durante l’ispezione, i militari hanno scoperto circa 500 metri cubi di reflui liquidi accumulati senza alcun controllo, pronti a finire nel bacino idrografico del Sarno, già fortemente compromesso dall’inquinamento industriale.

A destare particolare preoccupazione è stato il sistema di bypass installato nello stabilimento: una condotta manipolata appositamente per eludere i controlli e riversare i residui della concia e della tintura delle pelli direttamente nel torrente. Un comportamento che mette seriamente a rischio la salute della comunità e l’ecosistema locale.

L’attività rientra in un protocollo di stretta collaborazione tra l’Arma e l’Autorità Giudiziaria: la tolleranza verso chi inquina per ridurre i costi di gestione è ormai zero. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di bonificare le sponde del fiume e prevenire ulteriori danni ambientali.

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