Dopo 26 anni, Israele è tornata a occupare vaste aree del sud del Libano, in un contesto di forte tensione e con una presenza civile ormai ridotta al minimo, fatta eccezione per alcuni villaggi a prevalenza cristiana.
Proprio in uno di questi centri, una fotografia ha suscitato forte indignazione internazionale: un soldato israeliano è stato immortalato mentre colpisce con una mazza una statua raffigurante Gesù in croce. L’immagine ha rapidamente fatto il giro dei media e dei social, alimentando reazioni e polemiche.
L’esercito israeliano ha annunciato l’apertura di un’indagine interna per chiarire l’accaduto, mentre il governo di Israele ha condannato il gesto definendolo inaccettabile e non rappresentativo delle forze armate.
Anche sul piano diplomatico non sono mancate reazioni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’episodio “un atto di violenza contro i cristiani”, sottolineando la necessità di tutelare i luoghi e i simboli religiosi in tutte le aree di conflitto.





