Latest Posts

Bergamo, neonato lasciato nella Culla per la vita durante il temporale: salvato e ora in ospedale

È scattato alle 9.45 l’allarme alla sede della Croce Rossa di Bergamo, dopo che un neonato è stato lasciato nella Culla per la vita, il dispositivo che consente di affidare in modo anonimo e sicuro i bambini appena nati. La segnalazione è arrivata al termine di una mattinata segnata da un violento temporale che aveva colpito la città dalla prima ora del giorno. Si tratta di un maschietto, trovato in buone condizioni e immediatamente soccorso. Dopo le prime cure, il bambino è stato trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove i medici hanno confermato il suo buono stato di salute. Nella tarda mattinata aveva già iniziato ad alimentarsi.

Accanto al neonato è stato rinvenuto un biglietto scritto su un foglio strappato da un quaderno a quadretti. Nel testo, la madre — che si esprime al plurale, lasciando ipotizzare la presenza di più persone coinvolte — scrive: «Ti auguro tanta gioia e serenità che non siamo in grado di darti. Ti abbiamo amato dal primo istante. Ti amo da morire».

Il sistema di sicurezza della Culla ha funzionato come previsto: sensori, telecamere e allarmi interni hanno immediatamente segnalato la presenza del bambino alla centrale operativa della Croce Rossa. La sala radio ha attivato il 112, che ha inviato sul posto i soccorsi più vicini. Nel giro di pochi minuti sono intervenuti un’ambulanza della Croce Rossa, un’automedica di AREU e una pattuglia della Polizia. Gli operatori hanno preso in carico il neonato, utilizzando il kit di emergenza neonatale, prima del trasferimento in ospedale.

Il presidente della Croce Rossa bergamasca, Gianluca Sforza, ha spiegato che il sistema è progettato con più livelli di sicurezza: «Non c’è solo un allarme, ma diversi sistemi ridondanti. La temperatura e la climatizzazione sono costantemente monitorate e ogni variazione attiva un segnale immediato». L’ospedale Papa Giovanni XXIII ha confermato che il bambino è stato accolto immediatamente e si trova in buone condizioni. La struttura ha scelto di non diffondere ulteriori dettagli per tutelare la privacy del piccolo e della madre, garantendo comunque la massima assistenza sanitaria e umana. Nel frattempo, il personale sanitario ha assegnato al neonato il nome provvisorio di Pietro, in attesa della registrazione anagrafica che avverrà entro dieci giorni, salvo eventuali sviluppi. L’ospedale ha inoltre rivolto un messaggio alla madre, assicurando disponibilità all’ascolto e al supporto in qualsiasi momento, nel rispetto della sua condizione e della massima riservatezza.

La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha commentato la vicenda definendola «un gesto che possiamo leggere come un ultimo atto d’amore», sottolineando la complessità e la sofferenza che possono accompagnare decisioni di questo tipo. Ha inoltre ricordato l’importanza degli strumenti di tutela, come la Culla per la vita e la possibilità del parto in anonimato in ospedale. Depositare un neonato nella Culla non costituisce reato, proprio perché il dispositivo è pensato per garantire sicurezza immediata e protezione del bambino.

La Culla per la vita di Bergamo, originariamente collocata presso il convento di Matris Domini e trasferita alla Croce Rossa nel 2019, aveva registrato un solo altro caso recente: nel maggio 2023 era stata lasciata una neonata, poi chiamata Noemi dal personale sanitario.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.