Quattro ex direttori generali di aziende sanitarie campane, quattro pensioni già percepite e, nello stesso tempo, stipendi dirigenziali che sarebbero continuati ad arrivare fino alla naturale scadenza degli incarichi. Tra loro figura anche Renato Pizzuti, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino.
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza di Napoli – Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su delega della Procura Regionale della Corte dei conti, il presunto danno erariale complessivo ammonterebbe a 880.988 euro. Si tratta di risorse della sanità campana che, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero state indebitamente percepite da manager già collocati in pensione ma ancora formalmente in carica.
Al centro della vicenda c’è la normativa prevista dall’articolo 5, comma 9, del decreto-legge 95/2012, che vieta il cumulo tra pensione e retribuzione per incarichi pubblici, salvo che questi vengano svolti a titolo gratuito. Nonostante ciò, secondo gli inquirenti, i quattro dirigenti avrebbero continuato a percepire la retribuzione dirigenziale fino alla fine del mandato, sommandola al trattamento pensionistico.
Le indagini, relative al periodo 2022-2025, avrebbero inoltre evidenziato un meccanismo ritenuto irregolare: in alcuni casi lo stipendio sarebbe stato sospeso al momento del pensionamento, per poi essere successivamente riattivato fino alla scadenza dell’incarico, con il riconoscimento anche di eventuali arretrati. Il tutto sarebbe avvenuto senza la dovuta comunicazione agli uffici competenti, tra cui la Direzione generale regionale per la tutela della salute, che risulterebbe non informata delle variazioni di stato. All’atto della nomina, inoltre, i dirigenti avrebbero firmato l’impegno a comunicare tempestivamente qualsiasi modifica rilevante, comprese eventuali situazioni di incompatibilità.
Nel dettaglio, le somme contestate riguardano Giuseppe Longo, ex direttore generale del Policlinico Federico II di Napoli, per circa 171mila euro; Renato Pizzuti, per oltre 382mila euro; Attilio Antonio Montano Bianchi, ex direttore generale dell’Irccs Fondazione Pascale, per circa 134mila euro; e Vincenzo D’Amato, già alla guida dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, per oltre 193mila euro.
Gli interessati hanno ora 45 giorni di tempo per presentare memorie difensive e documentazione a loro favore. I provvedimenti sono stati adottati ai sensi dell’articolo 67 del Codice della giustizia contabile e si inseriscono nella fase preliminare del procedimento, che dovrà chiarire eventuali responsabilità e l’effettiva entità del danno erariale contestato.





