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Medio Oriente, tensione alle stelle: tregua fragile e scontro sullo Stretto di Hormuz

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra nella sua decima settimana, mentre la fragile tregua continua a vacillare. Al centro dello scontro resta lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico mondiale di petrolio, ancora bloccato dal regime degli Ayatollah.

Washington prosegue con operazioni militari mirate a riaprire il passaggio alle navi commerciali e alle petroliere. Il presidente Donald Trump ha ribadito che l’operazione “Project Freedom” starebbe procedendo “molto bene”, nonostante il netto rifiuto di Teheran a collaborare.

Dura la posizione iraniana: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito il piano statunitense “un progetto morto”, sottolineando invece i progressi nei canali diplomatici. Parallelamente, Stati Uniti e Paesi del Golfo stanno lavorando a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per condannare l’Iran per il blocco dello Stretto.

Intanto le tensioni militari restano elevate. Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato 19 tra missili e droni lanciati dall’Iran, attacchi che avrebbero provocato tre feriti.

Le ripercussioni si fanno sentire anche sui mercati: il petrolio ha chiuso in forte rialzo a New York, con un aumento del 4,39% che porta il prezzo a oltre 106 dollari al barile. Un segnale evidente di quanto la crisi nello Stretto di Hormuz continui a pesare sull’equilibrio economico globale.

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