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Trump vede Xi a Pechino: “La Cina non armerà l’Iran”. Alta tensione tra Usa, Teheran e Israele

Si intensifica il confronto diplomatico e militare attorno alla crisi iraniana. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato a Pechino il leader cinese Xi Jinping in un vertice incentrato soprattutto sulle tensioni in Medio Oriente. Secondo quanto riferito dallo stesso Trump, Xi avrebbe assicurato che la Cina “non fornirà armi a Teheran”, aprendo così a una possibile collaborazione diplomatica per contenere l’escalation.

Sul fronte militare, il Pentagono ha deciso di sospendere il dispiegamento in Europa di circa 4mila soldati americani appartenenti alla brigata “Black Jack”, partita dal Texas e destinata alla Polonia. Una scelta che arriva mentre Washington continua a rafforzare la presenza strategica nell’area del Golfo Persico.

Il Comando Centrale americano (Centcom) ha dichiarato di aver distrutto 161 imbarcazioni militari iraniane e il 90% delle mine navali presenti nell’area operativa. Inoltre, un caccia F-35 statunitense starebbe pattugliando le acque dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili per il traffico energetico mondiale.

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio è tornato a difendere gli attacchi contro l’Iran, sostenendo che Teheran avrebbe accumulato un vasto arsenale di missili e droni come passaggio preliminare verso la costruzione di un’arma nucleare. Più prudente invece il capo del Comando Centrale americano, l’ammiraglio Brad Cooper, secondo cui “non sarebbe accurato” affermare che l’Iran disponga già del 70-75% dei missili e dei lanciatori ipotizzati da alcune valutazioni.

Dura la replica di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, intervenendo in India durante il vertice dei Brics, ha chiesto una condanna internazionale contro Stati Uniti e Israele per quelle che ha definito “violazioni del diritto internazionale”. Araghchi ha inoltre accusato Israele di portare avanti “un espansionismo illegale” ai danni dell’Iran.

Da parte israeliana non si registrano segnali di distensione. Il premier Benjamin Netanyahu ha rivendicato la linea dura adottata contro Teheran, dichiarando che “il regime iraniano è più debole che mai, mentre Israele è molto più forte di prima”.

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