Un forte appello contro il riarmo europeo e un invito ai giovani a diventare “artigiani della pace”. È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV durante il suo intervento all’Università La Sapienza di Roma, accolto da una lunga standing ovation nell’Aula Magna dell’ateneo.
Nel suo discorso, il Pontefice ha criticato apertamente l’aumento delle spese militari in Europa, definendo pericolosa la corsa al riarmo. “Non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza”, ha affermato, denunciando il rischio che gli investimenti in armamenti sottraggano risorse a settori fondamentali come sanità ed educazione.
Leone XIV ha poi allargato la riflessione ai conflitti internazionali in corso, citando le crisi in Iran, Libano, Gaza e Ucraina. Secondo il Papa, le guerre contemporanee non provocano soltanto distruzione materiale, ma generano anche un “inquinamento della ragione”, alimentando odio, divisioni e semplificazioni ideologiche.
Nel corso dell’intervento, il Pontefice ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, invitando a vigilare sull’uso delle nuove tecnologie in ambito militare e civile. “Noi siamo un desiderio, non un algoritmo”, ha detto agli studenti, sottolineando la necessità di mantenere centrale la responsabilità umana nelle scelte che riguardano il futuro del pianeta.
La visita alla Sapienza ha assunto anche un forte valore simbolico. Diciotto anni fa, nello stesso ateneo, fu contestata la presenza di Benedetto XVI. Questa volta il clima è stato completamente diverso: nessuna protesta e un’accoglienza calorosa da parte di studenti e docenti.
Accanto al Papa, la rettrice Antonella Polimeni ha ribadito il ruolo dell’università nella promozione del dialogo e del rispetto reciproco, sottolineando l’importanza della cultura come strumento contro odio e discriminazioni.





