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Modena, El Koudri al legale: “Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”. Chiesta una perizia psichiatrica

“Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”. Sono queste le parole che Salim El Koudri avrebbe pronunciato durante l’incontro in carcere con il suo avvocato, Fausto Giannelli, dopo il grave episodio avvenuto sabato nel centro di Modena, dove il 31enne ha travolto con l’auto sette persone, provocando diversi feriti gravi.

Secondo quanto riferito dal legale, El Koudri apparirebbe in uno stato di forte confusione mentale. “Non si è reso conto dell’accaduto – ha spiegato Giannelli – sembra rivivere per la prima volta quello che è successo quando glielo racconto. È apatico in alcuni momenti, sorpreso quando riaffiorano i ricordi. Assolutamente inconsapevole”.

Per questo motivo la difesa ha annunciato la richiesta di una perizia psichiatrica, ritenuta “la cosa più urgente”, oltre a una visita medica in ospedale per valutare le condizioni del 31enne.

Nel colloquio con il suo legale, El Koudri avrebbe anche raccontato di essersi rivolto nel 2022 a un centro di salute mentale perché si sentiva perseguitato. In quel periodo avrebbe iniziato una terapia farmacologica poi interrotta nel 2024. La famiglia, secondo quanto riferito dall’avvocato, non sarebbe stata a conoscenza del percorso di cure intrapreso dal giovane.

Negli ultimi mesi il comportamento del 31enne sarebbe progressivamente cambiato: “Parlava spesso da solo, trascorreva molto tempo al telefono e al computer e si isolava”, ha riferito ancora il legale, spiegando che i genitori avevano comunque compreso che il figlio “non stava bene”.

Tra i temi che più lo avrebbero turbato ci sarebbe stata anche la mancanza di un lavoro stabile. In passato aveva svolto diverse occupazioni saltuarie come magazziniere, spedizioniere e impiegato.

Durante il colloquio in carcere, El Koudri avrebbe pronunciato anche una frase definita dal legale “l’unica di senso compiuto”: “Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno morivo”.

Intanto l’interrogatorio di garanzia, inizialmente previsto per oggi, è stato rinviato a domani mattina nel carcere di Modena.

Sul fronte investigativo, la difesa invita alla cautela anche riguardo ai contenuti informatici e alle email attribuite al 31enne e diffuse nelle ultime ore. “Si tratta di messaggi del 2021 – ha precisato Giannelli – e su tutto il materiale contenuto nei dispositivi elettronici sarà necessaria una perizia tecnica”.

La famiglia di El Koudri, ha sottolineato ancora il legale, sarebbe “annichilita dal dolore” soprattutto per le condizioni dei feriti e della donna che ha subito gravissime conseguenze nell’investimento. “Mi hanno chiesto prima dei feriti e solo dopo del figlio – ha raccontato – perché sono pienamente consapevoli della gravità di quanto accaduto”.

Dopo i fatti di Modena, anche altre città stanno rafforzando i controlli sulle aree pedonali. A Bologna sono state avviate verifiche sulle misure di sicurezza già presenti nei varchi cittadini per impedire l’accesso non autorizzato ai veicoli nelle zone più frequentate del centro storico.

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