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Sanità nel Cilento, cresce la mobilitazione per il Pronto Soccorso di Agropoli: oltre 12mila firme per la riapertura

Negli ultimi mesi il territorio del Cilento si è mobilitato con determinazione per rivendicare il diritto alla salute e chiedere il ripristino del servizio di emergenza-urgenza presso l’ospedale civile di Agropoli. Una battaglia sociale e sanitaria che ha coinvolto cittadini, associazioni e amministratori locali, culminata in due partecipati cortei pubblici e in una petizione popolare che ha superato le 12mila firme.

La richiesta che arriva dal territorio è chiara: garantire un’assistenza sanitaria adeguata a un’area vasta e complessa, soprattutto in vista dell’imminente stagione estiva, quando la popolazione del Cilento aumenta sensibilmente per l’arrivo di migliaia di turisti.

Sul fronte istituzionale, i sindaci del comprensorio hanno fatto fronte comune consegnando un documento strategico al presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Nel testo gli amministratori chiedono maggiore autonomia gestionale per la sanità cilentana e, in particolare, l’istituzione di un’azienda ospedaliera unica capace di coordinare tutti i presidi sanitari del Parco del Cilento.

Una proposta che punta a rafforzare l’organizzazione sanitaria locale e a superare le criticità che da anni interessano il territorio, a partire proprio dalla carenza di servizi di emergenza-urgenza.

Di diverso avviso, però, la governance sanitaria regionale. Il direttore generale dell’ASL, l’ingegnere Gennaro Sosto, continua infatti a ribadire le profonde difficoltà strutturali che impediscono, almeno nell’immediato, la riattivazione del Pronto Soccorso di Agropoli.

Secondo Sosto, il principale ostacolo resta la mancanza di medici specializzati in medicina d’urgenza. Una carenza che non consentirebbe di garantire un servizio sicuro ed efficiente. Per questo motivo il presidio di emergenza-urgenza di Agropoli non è stato inserito nella programmazione del nuovo atto aziendale.

“Non ci sono medici che possano garantire il servizio”, ha sottolineato il direttore generale dell’ASL, spiegando come allo stato attuale non esistano le condizioni necessarie per procedere alla riapertura del Pronto Soccorso.

Una posizione che continua ad alimentare amarezza e preoccupazione tra cittadini e amministratori locali, convinti che il territorio non possa più attendere. Il timore, infatti, è che le fragilità del sistema sanitario cilentano possano accentuarsi ulteriormente nei prossimi mesi, proprio nel periodo di maggiore afflusso turistico e di conseguente aumento della domanda sanitaria.

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