Alzare il prezzo delle sigarette di 5 euro al pacchetto. È questa la proposta di legge di iniziativa popolare arrivata in Parlamento con l’obiettivo di aumentare drasticamente il costo sia delle sigarette tradizionali sia dei prodotti elettronici contenenti nicotina.
L’iniziativa, promossa da AIOM, AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, ha raggiunto le 50mila firme necessarie per essere presentata ufficialmente in Parlamento. Il testo sarà ora consegnato alla Camera o al Senato per l’avvio dell’iter legislativo.
La proposta punta a introdurre una “accisa specifica di 5 euro” su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Se approvata, la misura entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027.
L’aumento riguarderebbe le sigarette tradizionali, con un rincaro di 5 euro per ogni pacchetto da 20, ma anche sigari e sigarilli, tabacco trinciato da rollare o da pipa, tabacco riscaldato, stick equivalenti e liquidi per sigarette elettroniche, con o senza nicotina. Per questi ultimi l’aumento previsto sarebbe di 5 euro ogni 10 millilitri. Coinvolti anche gli altri prodotti destinati al fumo o all’inalazione.
Resterebbero invece esclusi i prodotti farmaceutici contenenti nicotina e quelli utilizzati per smettere di fumare.
Secondo i promotori, l’obiettivo della proposta è tutelare la salute pubblica e ridurre il numero di fumatori, soprattutto tra i più giovani. Le associazioni sottolineano infatti come il fumo continui a rappresentare una delle principali cause prevenibili di tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie.
Se il provvedimento dovesse essere approvato senza modifiche, un pacchetto di sigarette che oggi costa circa 6 euro potrebbe arrivare a superare gli 11 euro. Una misura che potrebbe cambiare radicalmente il mercato del tabacco in Italia e aprire un forte dibattito politico ed economico nelle prossime settimane.





