Si è spento Peppino Gargani, avvocato e uomo politico che per decenni ha rappresentato uno dei volti più riconoscibili della tradizione democristiana italiana. Con la sua scomparsa si chiude una lunga stagione politica che ha attraversato oltre mezzo secolo di vita istituzionale, tra incarichi parlamentari, esperienze di governo e presenza costante nel dibattito pubblico nazionale ed europeo.
Laureato in Giurisprudenza, Gargani entrò giovanissimo nella Democrazia Cristiana, partito nel quale costruì gran parte del proprio percorso politico. Nel corso degli anni ricoprì incarichi di rilievo sia a livello regionale che nazionale, fino a diventare segretario regionale campano della Dc e componente degli organismi dirigenti del partito. Appartenne alla corrente della “Base”, l’area politica guidata da Ciriaco De Mita, con cui condivise una lunga stagione di impegno politico e istituzionale.
La sua esperienza parlamentare iniziò nei primi anni Settanta e proseguì per oltre vent’anni alla Camera dei Deputati. In quel periodo consolidò il proprio profilo istituzionale, ricoprendo anche l’incarico di sottosegretario alla Giustizia. La sua attività parlamentare fu caratterizzata da un forte radicamento nel territorio irpino e da una costante attenzione ai temi delle istituzioni e della giustizia.
Dopo la fine della Democrazia Cristiana aderì al Partito Popolare Italiano, partecipando al confronto politico interno dell’area centrista e sostenendo il progetto dell’Ulivo promosso da Romano Prodi. In quegli anni venne nominato componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, esperienza che segnò una nuova fase del suo percorso pubblico.
Successivamente scelse di aderire a Forza Italia, avviando una nuova esperienza politica nel centrodestra. Con il partito guidato da Silvio Berlusconi fu eletto al Parlamento europeo, entrando nel gruppo del Partito Popolare Europeo. Tornò poi a Strasburgo anche nella legislatura successiva, forte di un ampio consenso elettorale ottenuto soprattutto nel Mezzogiorno.
Non mancò il tentativo di rientrare nella politica nazionale attraverso la candidatura nel collegio di Avellino, esperienza che tuttavia non gli consentì di tornare in Parlamento.
Negli anni successivi continuò a mantenere un ruolo attivo nell’area moderata e centrista, promuovendo nuove iniziative politiche come il movimento EuropaSud e avvicinandosi successivamente all’Unione di Centro. Tornò inoltre a ricoprire un incarico europeo nella fase finale della legislatura conclusa nel 2014.
Tra le sue ultime esperienze pubbliche anche l’impegno nel fronte del “No” alla riforma costituzionale del 2016, nel quale assunse un ruolo di coordinamento nell’area centrista.
Con la scomparsa di Peppino Gargani viene meno una figura che ha segnato la storia politica irpina, campana e nazionale, attraversando alcune delle principali trasformazioni della politica italiana dagli anni della Prima Repubblica fino alle più recenti evoluzioni del quadro moderato e centrista.





