Una bambina di appena 2 anni sarebbe morta lo scorso 9 febbraio dopo un lungo periodo di presunti maltrattamenti all’interno dell’abitazione familiare. Un caso che, dagli atti dell’inchiesta, assume contorni sempre più inquietanti, con nuovi dettagli su presunte violenze, omissioni di soccorso e gravi condizioni di degrado domestico.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la gestione della casa e delle due figlie minori sarebbe stata di fatto affidata alla sorella maggiore, una bambina di 9 anni, costretta a occuparsi della più piccola in un contesto segnato da criticità familiari e presunti episodi di abuso.
La vittima, la piccola Beatrice, sarebbe stata sottoposta per settimane a violenze e trascuratezze, con segni evidenti sul corpo documentati anche da fotografie agli atti. Immagini che mostrerebbero ecchimosi diffuse, lividi e condizioni di sofferenza protratte nel tempo. Secondo la ricostruzione della Procura, le immagini sarebbero state scattate dalla sorella maggiore per inviarle alla madre.
Al centro dell’indagine anche una serie di messaggi e audio ritenuti dagli investigatori di particolare gravità, nei quali il compagno della madre avrebbe rivolto insulti e frasi violente alla bambina e alla sorella maggiore. Tra questi, anche commenti offensivi e riferimenti espliciti alla piccola vittima.
La madre, Emanuela Aiello, e il compagno, Emanuel Iannuzzi, sono comparsi davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. La donna ha respinto le accuse, dichiarando di non aver mai picchiato le figlie né di aver assistito a violenze. L’uomo, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Gli inquirenti contestano inoltre una possibile omissione di soccorso: secondo l’accusa, per almeno 72 ore la bambina sarebbe rimasta in condizioni gravissime senza che venissero allertati i servizi di emergenza, nonostante i segni evidenti delle violenze.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e il contesto familiare in cui si sarebbe consumata la tragedia, mentre resta centrale il tema delle eventuali responsabilità e delle mancate segnalazioni da parte dell’ambiente familiare.





