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Caso delle due sorelle scomparse: fermati madre, compagno e nonno

Svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due sorelle allontanatesi dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila: nelle ultime ore tre persone sono state sottoposte a fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.

I provvedimenti riguardano la madre delle ragazze, Valentina Dacunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre della donna, Marco Dacunto, nonno delle due giovani. Dopo essere stati interrogati nella notte negli uffici della Procura di Sulmona, guidata da Luciano D’Angelo, i tre sono stati trasferiti in carcere: la donna a Teramo, mentre gli altri due si trovano nella casa circondariale di Sulmona.

La vicenda risale alla notte tra il 6 e il 7 giugno, quando le due sorelle si erano allontanate dalla struttura che le ospitava, facendo scattare immediatamente le ricerche. Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire ogni dettaglio e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Le ragazze, Sarah e Alisya, sono state ritrovate nella serata del 21 giugno a Formia, in provincia di Latina, al termine di un’operazione congiunta dei carabinieri dell’Aquila e di Latina, con il supporto dei reparti speciali. Si trovavano nell’abitazione di una lontana parente della madre, un’anziana di circa ottant’anni, ora indagata a piede libero.

Le due giovani sono state trovate in buone condizioni di salute e saranno trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio. All’esterno dell’abitazione dove sono state rintracciate, nel quartiere Rio Fresco, si è radunata una folla che ha accolto l’uscita delle ragazze con un lungo applauso, rivolto anche ai carabinieri protagonisti del blitz.

Grande emozione anche per il padre delle due sorelle, Stefano Di Giacinto, che alla notizia del ritrovamento ha avuto un malore ed è stato trasportato in ospedale. In un messaggio pubblicato sui social ha espresso sollievo e gratitudine: “Sono sane e salve dopo due settimane terribili. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero”.

Nel frattempo, entro 48 ore, la Procura di Sulmona dovrà richiedere la convalida del fermo al giudice. Un passaggio fondamentale, durante il quale gli indagati potranno presentare le proprie difese, mentre le indagini proseguono per ricostruire completamente quanto accaduto.

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