Sale la tensione internazionale sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che “la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra”.
Pur assicurando il rispetto delle norme internazionali, Ghalibaf ha ribadito con fermezza che sarà l’Iran a gestire il controllo dell’area, segnando un possibile cambio di equilibrio in uno dei punti più sensibili per il commercio mondiale di petrolio.
Nel frattempo, dagli Stati Uniti arrivano nuove dichiarazioni dure del presidente Donald Trump, che dallo Studio Ovale ha attaccato apertamente l’Italia: “Si è comportata molto male”, ha affermato, senza entrare nei dettagli. Il presidente ha poi esteso le critiche anche ad altri alleati, accusandoli di scarsa collaborazione: “Non ci sono stati per noi, e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro”.
In questo quadro complesso, si registra però anche un segnale di apertura sul fronte diplomatico. Il capo negoziatore iraniano ha infatti annunciato il raggiungimento di un accordo con Washington per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, un possibile passo verso una distensione tra i due Paesi.
Resta alta l’attenzione della comunità internazionale, mentre si attendono sviluppi su un dossier che coinvolge sicurezza, economia e rapporti geopolitici globali.





