Si è svolto l’incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM di Avellino, insieme a una delegazione delle Rsu e dei lavoratori di Industria Italiana Autobus. Un confronto ritenuto fondamentale per riportare all’attenzione del Governo la grave crisi che sta attraversando lo stabilimento e il futuro occupazionale di centinaia di dipendenti.
Nel corso dell’incontro i sindacati hanno evidenziato il progressivo peggioramento della situazione produttiva e occupazionale. La carenza di commesse, hanno spiegato, ha determinato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), mentre la produzione è ormai limitata ai soli autobus urbani, una condizione che non garantisce la continuità industriale del sito.
Le organizzazioni dei lavoratori hanno inoltre ricordato che il percorso di privatizzazione prevedeva l’ingresso di un partner industriale in grado di rafforzare il portafoglio ordini, sviluppare nuove produzioni e rilanciare l’azienda. Un obiettivo che, ad oggi, non è stato ancora raggiunto, rendendo sempre più urgente un intervento concreto.
Dal canto suo, il ministro Urso ha confermato l’impegno del Governo nel confronto con l’Unione Europea per individuare strumenti capaci di tutelare l’industria italiana dalla concorrenza asiatica e sostenere il comparto della produzione di autobus, settore considerato strategico anche alla luce della transizione ecologica.
I sindacati hanno quindi chiesto la convocazione del tavolo di crisi prima della pausa estiva, con la partecipazione del Ministero, della Regione Campania, della Regione Emilia-Romagna, dell’azienda e delle rappresentanze sindacali, per definire un percorso chiaro che porti rapidamente all’individuazione di un partner industriale.
“La vertenza è arrivata a un punto decisivo”, sottolineano FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM. “Non è più il tempo delle attese o delle dichiarazioni di principio: servono decisioni politiche coraggiose e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni”. Per le sigle sindacali è necessario un fronte comune tra Governo, Regioni, parlamentari e amministratori locali per difendere un presidio industriale strategico per il Mezzogiorno e per l’intero Paese.
Intanto è stata annunciata una manifestazione davanti alla sede della Regione Campania, in programma lunedì, per sollecitare risposte concrete. La richiesta resta quella di individuare un partner industriale solido, capace di incrementare il portafoglio ordini, acquisire nuove commesse e garantire prospettive occupazionali e produttive nel lungo periodo.
Secondo i sindacati, il mercato del trasporto pubblico sta vivendo una fase di profonda trasformazione grazie alla crescente domanda di autobus elettrici e a basse emissioni. Una sfida che Industria Italiana Autobus può cogliere grazie alle competenze e alle professionalità presenti nello stabilimento, a condizione che vengano sostenute da investimenti, innovazione e una strategia industriale efficace.
“Difendere questa realtà – concludono le organizzazioni sindacali – significa difendere il lavoro, l’industria italiana e il futuro di un intero territorio. Il tempo delle promesse è finito, ora servono decisioni concrete”.





