Il Venezuela è nel caos più totale a quattro giorni dal devastante terremoto che ha messo in ginocchio il Paese. Il bilancio delle vittime, purtroppo ancora provvisorio, è drammatico: sono 1.450 i morti accertati e oltre 3.150 i feriti. Nelle città più colpite si continua a scavare senza sosta, spesso anche a mani nude, in una disperata corsa contro il tempo tra le macerie dei palazzi crollati. Nonostante le ore trascorse dal sisma riducano le possibilità di trovare sopravvissuti, i miracoli non mancano e tengono viva la macchina dei soccorsi.
Nello stato costiero di La Guaira, una delle aree più ferite dalla forza del terremoto, l’incessante lavoro dei soccorritori ha permesso di estrarre vivi dalle macerie due ragazzi. Poche ore dopo, un altro barlume di luce ha squarciato il dramma: un padre e il figlio adolescente sono stati localizzati e tratti in salvo, in buone condizioni generali nonostante il prolungato isolamento sotto i detriti. A dare nuovo impulso alle operazioni nell’area di La Guaira è stato anche lo straordinario contributo dei vigili del fuoco italiani, giunti sul posto nell’ambito degli aiuti internazionali, che sono riusciti a individuare altre tre persone ancora in vita sotto i cumuli di cemento.
“In questo momento, ogni vita è fonte di speranza per il Venezuela”, ha dichiarato con commozione la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, sottolineando l’importanza cruciale di non arrendersi e ringraziando i contingenti internazionali che stanno offrendo supporto logistico e umano. Le prossime ore saranno decisive per ispezionare gli ultimi grandi complessi edilizi collassati, mentre l’intera nazione resta con il fiato sospeso per i destini dei centinaia di dispersi che ancora mancano all’appello.





