È stato il più massiccio attacco con droni contro Mosca degli ultimi due anni, secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass sulla base dei dati forniti dalle autorità locali. Nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio, oltre 430 droni si sarebbero diretti verso la regione della capitale russa.
Il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha dichiarato che la maggior parte dei velivoli senza pilota è stata intercettata e abbattuta dalle difese aeree prima di raggiungere la città. Secondo quanto riferito, 36 droni sarebbero stati distrutti nelle vicinanze della capitale.
L’offensiva avrebbe interessato anche altre regioni russe. A Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina, un attacco ha provocato un incendio in un’area aeroportuale e danni alle infrastrutture energetiche. Le autorità locali hanno riferito di un morto e di tre feriti, oltre a interruzioni nella fornitura di elettricità e acqua in alcune zone.
Sempre nella regione di Belgorod, un impianto legato alla rete dei gasdotti, gestito da una filiale di Gazprom, sarebbe stato danneggiato e colpito da un incendio. Secondo il governatore Aleksander Shuvaev, l’attacco ha coinvolto infrastrutture energetiche strategiche.
Altri episodi sono stati segnalati nelle regioni di Kaluga e Tula, dove le autorità locali hanno riferito di incendi in aree industriali e dell’abbattimento di diversi droni. A Kaluga, un rogo sarebbe divampato in un’azienda industriale della zona di Dzerzhynskyi.
Il ministero degli Esteri russo ha inoltre denunciato un aumento delle vittime civili negli ultimi giorni a causa degli attacchi ucraini, affermando che nell’ultima settimana sarebbero morte 38 persone e altre 270 sarebbero rimaste ferite. Le informazioni diffuse dalle autorità russe non sono state al momento verificate in modo indipendente.
L’attacco arriva in una fase di forte intensificazione delle operazioni aeree tra Russia e Ucraina, con entrambe le parti che continuano a colpire obiettivi militari e infrastrutture strategiche oltre le rispettive linee del fronte.





