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Escalation in Medio Oriente: i Pasdaran colpiscono basi Usa in Kuwait e Bahrein, Trump avverte l’Europa

Il fragile accordo di cessate il fuoco sembra già essere un lontano ricordo all’indomani di una nuova, violenta fiammata di tensioni in Medio Oriente. Dopo i raid aerei condotti ieri dagli Stati Uniti contro postazioni iraniane, la risposta di Teheran non si è fatta attendere, concretizzandosi in un contrattacco che rischia di incendiare l’intera regione. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno infatti annunciato ufficialmente di aver colpito alcune basi militari statunitensi situate in Kuwait e in Bahrein. Attraverso le frequenze della televisione di Stato, i Pasdaran hanno inoltre lanciato un duro monito, minacciando di estendere ulteriormente la portata e l’intensità dei loro attacchi se le provocazioni occidentali dovessero continuare.

La controffensiva militare viaggia in parallelo con una fortissima pressione diplomatica e mediatica. Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha affidato a un post sulla piattaforma X un messaggio perentorio rivolto direttamente a Washington, intimando agli Stati Uniti di rispettare gli accordi presi. Con parole taglienti, Ghalibaf ha avvertito la Casa Bianca di non sprecare energie, sottolineando che lo strategico Stretto di Hormuz si apre esclusivamente attraverso le intese con l’Iran e non piegandosi alle minacce americane. Una presa di posizione netta che rimarca il controllo di Teheran su uno dei corridoi marittimi più cruciali per il commercio globale di petrolio.

Dall’altra parte dell’oceano, la replica della leadership statunitense non ha tardato a ridefinire i contorni geopolitici della crisi, legandola a uno scenario ancora più ampio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto sulla questione collegando i destini della presenza militare americana all’estero con i dossier caldi della sua agenda. Il tycoon ha infatti affermato che il possibile ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa dipenderà strettamente dagli sviluppi legati alla Groenlandia e, per l’appunto, all’Iran. Trump ha poi lanciato una frecciata diretta agli alleati d’oltreatlantico, specificando che in questo momento l’Europa sembra intenzionata ad aiutare l’Iran, ma precisando con fermezza che gli Stati Uniti non hanno alcun bisogno di questo tipo di mediazione o intervento.

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