Una vicenda paradossale e dolorosa scuote la comunità di Frigento, in provincia di Avellino, dove una famiglia si trova intrappolata in un drammatico vicolo cieco tra carenze della sanità pubblica e minacce della burocrazia. Al centro della storia c’è la piccola Carmen, una bambina fragile di soli 5 anni che da ben tre anni attende invano di ricevere le cure riabilitative a cui ha diritto. Per lei sono state prescritte sedute di logopedia e psicomotricità, interventi fondamentali per la sua crescita e richiesti con urgenza anche dalla scuola dell’infanzia che frequenta.
Da trentasei mesi il papà e la mamma di Carmen implorano l’Asl di Avellino di attivare le terapie. La risposta dell’azienda sanitaria locale, tuttavia, è sempre la stessa: le liste d’attesa sono sature e non c’è posto per la bambina. Oltre al danno della mancata assistenza, per la famiglia è arrivata anche la beffa più atroce. Secondo quanto riferito dai genitori, i servizi sociali avrebbero lanciato un ultimatum drammatico: se la piccola non inizierà subito i trattamenti previsti, verrà allontanata dalla famiglia insieme al suo fratellino.
La disperazione dei genitori è totale. Per non lasciare la figlia senza tutele, la coppia ha cercato di provvedere privatamente alle sedute pagandole di tasca propria. Si tratta però di una strada non sostenibile a lungo termine: Carmen beneficia della legge 104 e, proseguendo con le cure private in questo modo, rischierebbe persino di perdere il sussidio pubblico a causa dei paradossi normativi che regolano l’assistenza.
Ci si trova di fronte a un cortocircuito istituzionale inaccettabile, dove la sanità pubblica non garantisce il diritto alla salute e le istituzioni sociali rischiano di colpevolizzare la famiglia per una carenza dello Stato. Da qui l’appello accorato e urgente rivolto ai vertici dell’Asl di Avellino affinché si sblocchi immediatamente la situazione di Carmen. Curarsi è un diritto costituzionale e una bambina di 5 anni non può pagare il prezzo delle inefficienze burocratiche, né essere strappata all’amore dei suoi genitori.



