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BigMama è dottoressa: si laurea al Politecnico con una tesi sul cancro e l’ambiente nella sua Irpinia

C’è chi si laurea e basta, archiviando il percorso accademico come un necessario passaggio burocratico. E c’è chi, invece, nel momento di tagliare il traguardo, sceglie di raccontare qualcosa di profondamente intimo, trasformando una tesi in un manifesto di vita e di lotta. È il caso di BigMama, al secolo Marianna Mammone, la celebre cantante originaria di San Michele di Serino, in provincia di Avellino, che presso il Politecnico di Milano ha appena concluso il suo percorso di studi in Urbanistica: Città, Ambiente e Paesaggio. Un titolo che unisce la sua sensibilità per il territorio alla sua storia personale, racchiuso in una tesi dal titolo fortemente evocativo: “Metastasi della città. Salute, ambiente e pianificazione urbana. Una ricerca che parte dall’Irpinia”, discussa con la relatrice, la professoressa Elena Granata.

Non si tratta di un fatto di cronaca o di un evento politico, ma di una notizia apparentemente piccola, di quelle che sanno toccare le corde più profonde. La cantante ha voluto condividere questo traguardo a modo suo, affidando ai social la foto della copertina della sua tesi e accompagnandola con parole che pesano ben più del pur prestigioso titolo accademico. La dedica più sentita è andata “a tutte le vittime del cancro, a chi ne custodisce la memoria tra le pagine già scritte, a chi continua a scriverle, riga dopo riga, e a chi ha dovuto affidare l’ultimo capitolo al silenzio”. Un messaggio potente, che evoca la sua personale e nota battaglia contro la malattia.

In questo mosaico di emozioni c’è spazio anche per una figura fondamentale, un uomo che non porta titoli altisonanti ma che per Marianna rappresenta la vita stessa. Si chiama Michele, e la neo-dottoressa lo definisce pubblicamente come “il mio angelo, il mio dottore, il mio secondo papà”, ringraziandolo per aver curato con dedizione il capitolo più delicato e doloroso della sua esistenza, consentendole oggi di essere qui a scriverne di nuovi.

Subito dopo, il pensiero vola alla sua terra d’origine, l’Irpinia, e alla famiglia, con parole semplici, sincere e del tutto prive di retorica. E per chiudere, da vera artista che ha saputo trasformare la sofferenza in energia e riscatto, non poteva mancare una battuta per alleggerire il momento e rivendicare con orgoglio il risultato raggiunto: “Ora chiamami dottoressa”.

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