Il conto della guerra all’Iran continua a salire a ritmi serrati, superando ogni precedente proiezione finanziaria di Washington. La fattura del conflitto ha già raggiunto la cifra di 37,5 miliardi di dollari, segnando un balzo in avanti del 30% rispetto alla precedente stima che si fermava a 29 miliardi.
A rendere noti questi dati aggiornati è stato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, durante la sua prima audizione in Senato dal mese di maggio.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti si è presentato di fronte ai senatori con un quadro economico allarmante e con una richiesta ben precisa: lo stanziamento immediato di 87 miliardi di dollari di nuove risorse destinate interamente al suo Dipartimento.
Hegseth ha ribadito con forza come questi fondi aggiuntivi servano con assoluta “urgenza” per sostenere l’impegno militare in corso, sottolineando al contempo la necessità inderogabile di approvare senza ritardi il budget complessivo da 1.500 miliardi di dollari già richiesto dalla Casa Bianca per il Pentagono.
La pressione sul Congresso per sbloccare le risorse finanziarie riflette l’intensificarsi delle operazioni e l’impatto economico sempre più pesante che il conflitto sta imponendo alle casse americane.






