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Roma, difende un amico dalla rapina e viene colpito con un cacciavite: Mohammed muore a 20 anni dopo otto giorni

Un gesto d’altruismo trasformato in tragedia alla periferia della Capitale. Era intervenuto con coraggio per difendere un amico da un tentativo di rapina, ma è stato brutalmente aggredito e colpito alla testa con un cacciavite. Non ce l’ha fatta Mohammed Amdi, il venticinquenne di origini nordafricane che si è spento al policlinico Umberto I di Roma dopo otto giorni di agonia.

I fatti risalgono alla sera del 18 luglio scorso presso la stazione ferroviaria Palmiro Togliatti. La vittima si trovava nei pressi delle scale che conducono al sottopasso quando ha notato un suo conoscente accerchiato da un malvivente che pretendeva la consegna immediata di contanti e cellulare. Mohammed non ha esitato a interdisporsi per proteggere l’amico, attirando su di sé la furia dell’aggressore. Quest’ultimo, un cittadino di origini gambiane, lo ha colpito ripetutamente alla testa con un cacciavite e, non contento, ha continuato a infierire con calci mentre la vittima giaceva ferita a terra, prima di rubargli il portafoglio e fuggire.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato, supportate dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalla decisiva testimonianza del ragazzo scampato all’aggressione, avevano permesso di rintracciare e arrestare il responsabile nei giorni successivi. Per l’uomo il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio e rapina. Il tragico epilogo delle ultime ore e il decesso del ventenne cambiano ora radicalmente il quadro giudiziario: la Procura di Roma modificherà il capo di imputazione a carico dell’arrestato, che dovrà rispondere del reato di omicidio.

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