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Ex Ilva, proclamato sciopero di otto ore e via libera al tavolo tecnico ad agosto

Si apre una fase di mobilitazione e, al tempo stesso, di trattativa istituzionale sul futuro dell’ex Ilva. Al termine del vertice tenutosi a Palazzo Chigi, i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti, accompagnato da assemblee con le lavoratrici e i lavoratori. La decisione arriva nonostante l’esecutivo abbia aperto a un percorso di confronto che proseguirà anche durante il mese di agosto.

Al centro della discussione vi è la proposta avanzata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che prevede la costituzione immediata di un tavolo tecnico a partire da martedì prossimo. A questo organismo parteciperanno le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia, il Comune di Taranto e i ministeri competenti, con l’obiettivo di elaborare proposte concrete da riportare al più presto al tavolo di Palazzo Chigi.

Nel corso dell’incontro, il sottosegretario Mantovano ha sottolineato il senso di responsabilità dimostrato da tutte le parti coinvolte e ha respinto l’idea di un esecutivo immobile, evidenziando che il governo non è rimasto inerte di fronte alla complessa situazione ereditata. Commentando gli effetti del decreto della Corte d’Appello di Milano, Mantovano ha invitato a evitare equivoci, ribadendo che non vi è alcuna intenzione di rassegnarsi o di considerarsi parti contrapposte, dal momento che l’obiettivo condiviso resta il bene del territorio e dell’occupazione.

Per fare in modo che il concetto di “piano straordinario”, evocato durante il vertice, si trasformi in un progetto operativo, il governo ha posto la necessità di definirne i presupposti cardine. Tra questi figurano un’analisi tecnica approfondita sulle ricadute del decreto milanese, la verifica della possibilità di attrarre nuovi investitori — con un’attenzione particolare a quelli italiani — e la ricognizione delle risorse disponibili per sostenere gli interventi necessari.

Il piano punta inoltre a tutelare i livelli occupazionali, offrendo garanzie sul futuro dei lavoratori che dovessero rischiare il posto a causa della crisi, e a rafforzare la cooperazione con gli enti territoriali, in primis la Regione Puglia e il Comune di Taranto, valorizzando il contributo attivo delle sigle sindacali.

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