Un gesto d’altruismo e prontezza di riflessi che ha evitato una tragedia, premiato però con un verbale sul parabrezza. È la paradossale vicenda che ha visto protagonista un 22enne di Montemarciano, sanzionato dalla polizia locale per divieto di sosta mentre era impegnato a trarre in salvo una ragazzina di 15 anni.
L’episodio si è verificato nella tarda serata di ieri lungo la Statale Adriatica, all’altezza della frazione di Marzocca. Erano quasi le ventiquattro e il giovane stesse rientrando a casa dal lavoro a bordo della Fiat Punto della madre. Notato un dettaglio anomalo sulla facciata di una palazzina, il 22enne ha rallentato, trovandosi di fronte a una scena drammatica: una quindicenne era seduta sul davanzale di una finestra al primo piano, con le gambe a ciondoloni nel vuoto, priva di protezioni o cornicioni sottostanti.
Compresa la gravità dell’emergenza, il giovane ha accostato il veicolo a bordo carreggiata e si è precipitato sotto l’abitazione. Con notevole maturità ed empatia, il ragazzo ha avviato un dialogo rassicurante con la minorenne: «Scendi che parliamo, io ti ascolto. Mi racconti cosa ti angoscia». Le parole del 22enne sono riuscite a fare breccia nello sconforto della giovane, convincendola a rientrare nell’appartamento e a scendere in strada per confidarsi.
Proprio durante il colloquio tra i due è sopraggiunta una pattuglia della polizia locale di Senigallia. Gli agenti, rilevata l’auto in sosta vietata, hanno contestato l’infrazione redigendo un verbale da 29,90 euro. Soltanto in un secondo momento il personale di pattuglia si è avveduto del contesto in cui era maturata la fermata, invitando il giovane a contattare il numero unico di emergenza 112 per attivare i soccorsi sanitari.
Sul posto è quindi intervenuta un’ambulanza dell’Avis di Montemarciano, unitamente al padre della minorenne, che ha preso in carico la ragazza per gli accertamenti del caso. Concluso l’intervento, il 22enne si è riavvicinato alla propria vettura riscontrando la presenza del preavviso di accertamento. Alla richiesta di chiarimenti inoltrata agli operanti — «Mi sono accostato per prestarle aiuto» —, gli agenti hanno precisato l’impossibilità di procedere all’annullamento diretto dell’atto già redatto, garantendo contestualmente una segnalazione al comando di appartenenza.
La vertenza è ora coordinata dall’avvocato Cristina Barboni, legale incaricato dalla famiglia del giovane, la quale ha già inoltrato una PEC al comando della polizia locale richiedendo l’annullamento del provvedimento in via d’autotutela. La difesa invoca l’esimente dello stato di necessità, sottolineando come la condotta del conducente sia stata imposta dall’improcrastinabile esigenza di salvaguardare un’incolumità umana, preminente rispetto alle norme del codice della strada. Si attende ora la determinazione dell’amministrazione comunale sulla revoca della sanzione.






