Latest Posts

Aumento dei carburanti: il gasolio rischia di toccare i 3 euro al litro

Nei prossimi mesi non è esclusa la possibilità che il gasolio possa raggiungere i 3 euro al litro. A dirlo è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che spiega come si guardi con estrema preoccupazione all’evoluzione della crisi in Medio Oriente. La previsione non riguarda un aumento immediato, ma rappresenta uno scenario che potrebbe concretizzarsi in pochissimi mesi se la situazione nello Stretto di Hormuz non dovesse cambiare, portando a un vero e proprio stravolgimento del mercato. Nel frattempo, il Brent si mantiene su livelli molto elevati, arrivando a toccare quota 92-93 dollari al barile, mentre il gas viaggia sui 63 euro/MWh.

Questa spirale rialzista sta mettendo in forte allarme il tessuto economico e le associazioni di categoria. Le piccole imprese della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese) evidenziano come la dinamica dei prezzi stia rapidamente assorbendo ogni beneficio, chiedendo al governo di valutare ulteriori interventi sulle accise per contenere i costi dell’energia. Ancora più duri i toni di Confimprenditori, secondo cui i provvedimenti dell’esecutivo si sono dimostrati del tutto inefficaci, lasciando migliaia di aziende a gestire l’impennata dei costi di trasporto, produzione e distribuzione. Parallelamente, il Codacons chiede a gran voce di prorogare lo sconto fiscale ed estenderlo anche alla benzina, evidenziando come i prezzi carburante abbiano già superato, sia in autostrada che sulla rete ordinaria, i livelli precedenti al varo del taglio, che aveva interessato quasi esclusivamente il gasolio.

A complicare il quadro si aggiungono le recenti criticità riscontrate sulla rete distributiva, con l’allarme lanciato per la benzina annacquata a Roma, dove risulta irregolare un distributore su cinque. Tutto questo scenario resta una conseguenza diretta delle tensioni internazionali, ma a pesare sulle tasche dei consumatori è anche la velocità con cui i gestori adeguano i listini. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani conferma una netta asimmetria tra i rincari e i ribassi: quando il prezzo del greggio sale, l’impatto sul prezzo alla pompa è immediato, mentre la discesa del petrolio non viene recepita con la stessa rapidità. In Italia e nei principali Paesi avanzati, gli aumenti del greggio si trasferiscono sul prezzo finale per due terzi già entro tre giorni e quasi interamente in dieci giorni; al contrario, le riduzioni si riflettono nell’arco di tre giorni solo per un terzo, impiegando ben 17 giorni per arrivare a quattro quinti.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.