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Azienda Moscati, prosegue il rafforzamento del personale: in arrivo 46 nuove unità

Quarantasei nuovi professionisti sanitari in arrivo all’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino. La Direzione Strategica ha infatti avviato le procedure per l’ingresso in servizio di 26 infermieri e 20 operatori socio-sanitari, attingendo dalle graduatorie dell’Asl Avellino.

L’iniziativa si aggiunge ai più recenti interventi di potenziamento degli organici già intrapresi dal management aziendale per rafforzare il personale in diverse Unità operative e garantire una risposta sempre più efficace alle esigenze assistenziali.

L’ulteriore misura adottata per il consolidamento delle risorse umane assume un valore particolarmente importante anche in vista del periodo estivo, permettendo di assicurare la piena operatività dei servizi e la continuità delle attività, pur nel rispetto del diritto alle ferie del personale.

Meloni a Trump “Allibita, io e l’Italia non imploriamo mai”

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ROMA (ITALPRESS) – “Certe cose meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate, sono francamente allibita. Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social.

col4/mca2
(Fonte video: profilo Instagram Giorgia Meloni)

RFI, Isi “Al lavoro sull’infrastruttura del futuro, 1300 cantieri operativi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo 1300 cantieri operativi tutti i giorni, grazie ai finanziamenti del PNRR stiamo realizzando quella che è l’infrastruttura del futuro, più affidabile, più radicata, più interconnessa”. Così l’ad di RFI, Aldo Isi, a margine degli Stati generali dei Trasporti e della Logistica organizzati da Confindustria a Roma. “Lavoriamo su quelli che sono sostanzialmente i corridoi europei: l’asse orizzontale, quindi Milano-Brescia e Brescia-Verona, i collegamenti con i porti – uno su tutti Milano-Genova con il terzo valico – e poi finalmente il sud Italia, con l’asse importantissimo Napoli-Bari: nel 2026 attiviamo un’importante tratta, dal 1° luglio sarà operativo il collegamento diretto Napoli-Lecce. E non dimenticherei la Sicilia che fa parte sempre di questi investimenti, dove abbiamo tutti i cantieri operativi per il collegamento Palermo-Catania-Messina”.
col4/sat/gsl

Geografia della fragilità, da Intesa Sanpaolo il Monitor dei divari territoriali

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MILANO (ITALPRESS) – La centralità del capitale umano come il principale fattore di crescita territoriale. Nei territori in cui crescono contemporaneamente occupazione, attività economica, redditi e servizi si sviluppano infatti dinamiche virtuose di sviluppo e coesione sociale, mentre elevati livelli di disoccupazione giovanile e una forte presenza di giovani NEET si associano a una minore partecipazione civica e a una ridotta attrattività economica e sociale. E’ questo il quadro delineato dal “Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze”, il nuovo progetto di ricerca promosso da Intesa Sanpaolo per il Sociale, in collaborazione con AICCON Research Center, SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno e il Research Department di Intesa Sanpaolo.
Lo studio si prefigge di analizzare il carattere multidimensionale delle fragilità, non più riconducibili al solo reddito dei territori, bensì a un intreccio di fattori economici, demografici, occupazionali e sociali. Il Monitor analizza in modo sistemico le dinamiche territoriali italiane a livello provinciale, attraverso una base informativa articolata in circa 150 indicatori, organizzati in 11 domini e 37 dimensioni, che spaziano dal lavoro al reddito, dalla salute all’istruzione, dall’inclusione sociale alla qualità dei servizi, fino alle componenti ambientali e produttive.
“Il Monitor conferma quanto le disuguaglianze siano fenomeni complessi e non lineari, capaci di manifestarsi in modo diverso da territorio a territorio – ha sottolineato Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo -. In questa prospettiva, Intesa Sanpaolo, con la sua capacità di coniugare la dimensione economica e sociale, vuole svolgere un ruolo abilitante nella costruzione di risposte mirate ai bisogni reali delle comunità e delle persone. Le analisi del Monitor saranno utili a orientare l’azione della Banca. Con una vocazione evolutiva e aperta, Intesa Sanpaolo lo mette a disposizione di istituzioni, imprese e attori sociali del Terzo settore per contribuire a creare valore sociale e favorire un impatto sempre più significativo”.
Lo studio evidenzia la relazione positiva tra occupazione e benessere non è necessariamente lineare. Tuttavia, in territori a bassa densità abitativa e con popolazione più anziana, la presenza di lavoro non si traduce automaticamente in una migliore qualità della vita. La dispersione territoriale, le difficoltà di accesso ai servizi e livelli più bassi di prevenzione limitano l’impatto positivo dell’occupazione, anche in territori considerati tradizionalmente virtuosi. Al contrario, in contesti più strutturati, la sinergia tra lavoro, servizi sanitari, prevenzione e dinamiche demografiche contribuisce a rafforzare il benessere complessivo. Inoltre, legalità e sicurezza non evolvono automaticamente con lo sviluppo economico.
A livello territoriale, pur confermandosi il divario noto tra Nord e Sud, emerge una realtà articolata, nella quale convivono dati positivi in territori periferici o depressi e aree di vulnerabilità all’interno delle province economicamente più sviluppate rilevando che le traiettorie di sviluppo non sono statiche e che anche interventi mirati possono contribuire a ridurre i divari esistenti.
Tra gli aspetti più innovativi dello studio è lo squilibrio tra bisogni dei territori e capacità di risposta dei servizi: sistemi sanitari non sempre coerenti con le esigenze delle comunità locali, carenza di servizi per l’infanzia che limitano l’occupazione femminile e l’insufficienza dell’offerta socioassistenziale destinata alla popolazione anziana.
Particolarmente innovativa è la lettura “per differenziale”, che mette in relazione i bisogni dei territori con le risorse disponibili. Questa analisi evidenzia squilibri tra domanda e offerta di servizi in ambiti chiave come la sanità, i servizi per l’infanzia, l’inclusione educativa e l’assistenza agli anziani. Tali squilibri interessano anche territori considerati tradizionalmente virtuosi, indicando una “geografia delle fragilità” più complessa e meno prevedibile.

– Foto f50/Italpress –
(ITALPRESS).