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Ail Palermo, Toro “Centro polifunzionale sarà punto di incontro dei pazienti”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi in Italia abbiamo circa 30mila casi l’anno di leucemia e delle varie forme di tumori del sangue, ma abbiamo anche 500mila persone che convivono con la malattia grazie alla cronicizzazione e ai passi avanti compiuti: queste persone vanno sostenute, prese in carico, aiutate in tutti i modi compresi il sostegno psicologico, l’assistenza del nutrizionista, l’attività fisica”. Lo ha detto il presidente di Ail Palermo, Pino Toro, a margine dell’incontro ‘Molte vite ricominciano dalla ricerca’, organizzato dall’Ail Palermo-Trapani in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma nella sede dell’Ordine dei Medici di Palermo. Per quanto riguarda il Centro polifunzionale, aggiunge, si tratta di “un progetto per il quale chiameremo a sostegno tutta l’opinione pubblica palermitana: sarà un punto d’incontro dei pazienti, un luogo dove possono essere offerti gratuitamente questo tipo di trattamenti e dove possono riunirsi medici e caregivers”.
xd8/col3/mca1

Landini “C’è chi paga tasse per chi ne paga meno, io dico basta”

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MILANO (ITALPRESS) – “Mi aspetto che si vada a una riforma fiscale e la si smetta con le marchette elettorali, con i condoni e con le porcherie che hanno fatto fino adesso. Mentre calano le tasse sui profitti, sulle rendite finanziarie e sulle rendite immobiliari, noi cosa siamo coglioni? C’è una parte del paese che sono dei coglioni che pagano le tasse anche per quelli che ne pagano meno?”. Lo ha detto il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini a margine della festa del sindacato a Milano. “Credo che sia un elemento di giustizia che vada riaffermato, questo vale per chiunque: non solo per il centrosinistra. Questo non è una cosa di destra o di sinistra, ma di giustizia sociale”, ha concluso.

xh7/mgg/mca1

Onu, crimini contro bambini nei conflitti. Frazier “Importante proteggerli”

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’inazione non è il risultato dell’ignoranza. È una scelta politica consapevole”. Con queste parole Vanessa Frazier, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini e i Conflitti Armati, ha aperto al Consiglio di Sicurezza la presentazione del nuovo rapporto annuale dell’ONU sui minori nelle guerre. I numeri sono i peggiori mai registrati dall’istituzione del mandato ONU: 38.558 gravi violazioni verificate contro bambini, che hanno coinvolto oltre 24.000 minori. Per la prima volta, sottolinea il rapporto, le forze governative e i loro alleati risultano responsabili di più violazioni rispetto ai gruppi armati non statali. Frazier ha definito il documento “un atto d’accusa contro l’inazione” della comunità internazionale, chiedendo ai governi di applicare realmente le norme del diritto internazionale umanitario. La riunione si è svolta in un clima già teso. Prima dell’inizio dei lavori, l’ambasciatore israeliano all’ONU Danny Danon aveva accusato pubblicamente Frazier di parzialità e antisemitismo, mostrando ai giornalisti alcuni vecchi post pubblicati sul social network X per sostenere le sue accuse. Subito dopo la riunione abbiamo intervistato Frazier, chiedendole una reazione diretta alle contestazioni dell’ambasciatore israeliano.
La rappresentante speciale ha evitato di entrare nella polemica personale, ribadendo che il suo lavoro e quello del suo ufficio si basano esclusivamente sui dati verificati attraverso il meccanismo di monitoraggio delle Nazioni Unite. Ha insistito sul fatto che il mandato non riguarda governi o schieramenti politici, ma la protezione dei bambini ovunque si trovino. Nel rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza, le forze armate israeliane figurano tra gli attori responsabili di gravi violazioni contro i minori, insieme ad altri eserciti nazionali come quelli del Myanmar e della Federazione Russa. Mentre il dibattito politico continua, il messaggio centrale di Frazier resta: dietro ogni statistica c’è un bambino reale e ogni violazione rappresenta un fallimento della comunità internazionale nel proteggere i più vulnerabili dalle conseguenze della guerra.
xo9/mgg/gtr
(Intervista e video di Stefano Vaccara)

Difesa, Meloni “L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità”

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BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “L’Europa deve assumersi le
proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza, portando
avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente più
forte e solida dell’Alleanza atlantica”. Così la presidente del
Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa dopo la riunione dei leader E5 a Berlino. “Gli impegni che tutti gli Stati membri della Nato si sono assunti l’anno scorso all’Aja non riguardano solamente la difesa in senso classico” ma “abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica: significa mettere a riparo le infrastrutture critiche, garantire l’approvvigionamento energetico, difendere i dati delle famiglie e delle imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la capacità di risposta all’emergenza, proteggere i nostri confini. Quindi la strada che vogliamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza, è quella di una attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell’alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che chiaramente è sempre più instabile e sempre più competitivo”, ha aggiunto Meloni. “Significa anche che dobbiamo saper rendere ogni investimento più efficace e concreto possibile, anche per tentare di guidare l’innovazione invece che limitarci a rincorrerla: è una delle sfide che l’Europa può vincere” e “l’Italia vuole partecipare con il proprio know-how”, ha sottolineato la premier.
“Sull’Ucraina ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura, all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita, ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta”, ha ribadito. “L’Italia in questo senso continua a essere impegnata, in particolare siamo impegnati per quanto riguarda le infrastrutture critiche e la resilienza energetica, fronte decisivo che il presidente Zelensky ha rimarcato anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio europeo”. Sul Medio Oriente, “la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è per tutti chiaramente un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire” e “compiere ogni sforzo per consolidare il quadro”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa prima della riunione dei leader E5 a Berlino. “Restano centrali il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali con annessa libertà di navigazione”. Lo stretto di Hormuz è “una priorità strategica per tutti: su questo l’Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, fermo restando ovviamente le autorizzazioni che sarebbero necessarie. Ci aspettano quindi decisioni e appuntamenti importanti: l’Italia, come sempre, farà la propria parte”, ha concluso.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –