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È stato un controllo alla circolazione stradale, effettuato nella notte del 18 giugno dai Carabinieri, a consentire di recuperare dodici sedie in plastica asportate poco prima dall’area esterna di un esercizio pubblico di Aversa e di arrestare un uomo gravemente indiziato del furto.
I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato un’autovettura Fiat Panda mentre percorreva la rampa di accesso alla Strada Provinciale 335, nel territorio di Lusciano. Durante le verifiche, all’interno del veicolo sono state rinvenute dodici sedie in plastica, circostanza che ha indotto i militari ad approfondire gli accertamenti.
Le immediate attività investigative, supportate dall’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto pochi minuti prima ad Aversa, dove le sedie erano state prelevate dal gazebo esterno di un bar situato in via Enrico Fermi.
L’uomo, un quarantottenne domiciliato nell’area a nord di Napoli e già censito dalle forze dell’ordine, è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di furto. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
La refurtiva recuperata è stata repertata e posta sotto sequestro in attesa della restituzione al legittimo proprietario.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Simbolo della transizione verde e del futuro della mobilità pulita, i veicoli elettrici funzionano anche grazie a quello che viene definito “oro rosso”.
Parliamo del rame, materiale spesso saccheggiato da cantieri, linee telefoniche, ferroviarie, fabbriche.
E ora anche dalle colonnine di ricarica rapida delle auto elettriche.
Il caso questa notte, nel piazzale di un distributore di carburanti in Via San Francesco a Patria, Qualiano.
I carabinieri della stazione locale sono di passaggio e notano 3 uomini chini ad armeggiare su uno dei totem di ricarica
Questi vedono la pattuglia e fuggono. Due la fanno franca, il terzo, raggiunto anche grazie al supporto della Sezione Radiomobile, tenta un’ultima resistenza ma finisce in manette.
L’uomo è Antonio Pezzella, 44enne già noto alle forze dell’ordine. Risponderà di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. È ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.
Pezzella e i suoi complici (attivamente ricercati) stavano tentando di portare via alcune scatole di rame custodite nella colonnina.
Questo metallo è diventato uno dei più contesi del pianeta. Perché transizione energetica, auto elettriche, intelligenza artificiale e fonti rinnovabili ne hanno fatto esplodere la domanda.
Sul mercato legale, il rame è quotato tra i 10 e gli 11 euro al chilo.
Il rottame pulito frutta ai centri di raccolta autorizzati tra i 7 e i 9 euro al chilo.
I ladri, ovviamente, non vendono al prezzo di mercato.
E i ricettatori pagano il rame rubato, spesso ancora guainato e da lavorare, tra i 3 e i 5 euro al chilo.
Poco, in apparenza. Ma le colonnine di ricarica rapida in corrente continua come quella di Qualiano contengono cavi spessi, pesanti, progettati per gestire alta potenza: un solo raid può fruttare decine di chili di materiale. E il danno agli impianti colpiti, tra costi di riparazione, interruzioni del servizio e interventi tecnici supera quasi sempre di molte volte il valore di quanto sottratto.
Per anni nel mirino sono finite le infrastrutture ferroviarie, industriali e per le telecomunicazioni. Oggi, con la diffusione della mobilità elettrica, anche le colonnine di ricarica entrano nell’elenco degli obiettivi.
Tragedia a Platì, in provincia di Reggio Calabria, dove una bambina di appena 3 anni è morta dopo essere stata investita accidentalmente dall’auto guidata dalla madre. L’incidente è avvenuto nella serata di martedì 16 giugno, ma la notizia è stata resa nota solo oggi, giovedì 18.
Secondo una prima ricostruzione, la donna stava effettuando una manovra di retromarcia quando ha travolto la figlia. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, per la piccola non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno informato la Procura di Locri e avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Dai rilievi effettuati, al momento, emergerebbe la natura puramente accidentale della tragedia.
La vicenda ha profondamente sconvolto la comunità di Platì e la famiglia della bambina. Il sindaco Giovanni Sarica ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale con un messaggio diffuso sui social.
“Ci sono notizie che spezzano il cuore e davanti alle quali le parole sembrano non bastare”, ha scritto il primo cittadino, sottolineando come la perdita di una bambina rappresenti una ferita per l’intera comunità.
“Quando viene a mancare una bambina – ha aggiunto – si spegne un sorriso, un sogno, una vita che aveva ancora tanto da donare e da vivere”.
Il sindaco ha poi espresso vicinanza ai familiari: “In questo momento così difficile, sappiano di non essere soli: tutta Platì condivide il loro dolore e si raccoglie in un rispettoso silenzio”.
Nel messaggio, Sarica ha voluto anche ricordare la piccola, chiamata Marisa, invitando la comunità a custodirne la memoria e a stringersi attorno alla famiglia colpita dalla tragedia.
Numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social, tra preghiere e parole di vicinanza ai genitori, sconvolti da un dramma che ha profondamente colpito l’intero paese.