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Inghilterra, basta lo 0-0 con la Slovenia per il primo posto

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COLONIA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Inghilterra e Slovenia danno vita a una delle partite meno emozionanti di tutto l’Europeo fino a questo momento. Lo 0-0 finale rispecchia quanto visto in campo, con Kane e compagni che possono ugualmente festeggiare il primo posto nel girone grazie al pareggio a reti bianche maturato anche nella sfida tra Danimarca e Serbia. Dopo un avvio piuttosto blando, gli uomini di Southgate passano in vantaggio al 20′ con Saka, ma l’arbitro annulla per il fuorigioco di partenza di Foden. Venti minuti dopo, dalla fascia mancina, Trippier mette in mezzo una palla tagliata a giro con il destro che aggira la difesa, sulla quale Kane arriva però con un attimo di ritardo e la palla esce di poco a lato. Sarà l’ultima occasione di un brutto primo tempo. La pressione dei britannici aumenta in avvio di ripresa, con i loro avversari che vengono schiacciati nella loro metà campo. Al 12′, un calcio piazzato battuto da Foden sulla sinistra porta a una serie di batti e ribatti poi sventata in qualche modo dalla difesa.
Alla mezz’ora, Rice chiude una triangolazione con Foden e ci prova con un destro di prima intenzione che esce a lato. La pressione della nazionale dei tre leoni è sterile e gli sloveni si difendono con ordine senza rischiare particolarmente. L’assalto finale della squadra in maglia bianca porta solamente a un rasoterra dal limite dell’area del neo entrato Palmer che viene bloccato in tuffo da Oblak. Il risultato non cambierà più. Grazie al primo posto nel girone, l’Inghilterra si piazza dalla parte del tabellone dell’Italia in attesa di scoprire domani la sua avversaria agli ottavi di finale. Anche la Slovenia, terza dietro la Danimarca, è già certa del passaggio del turno.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Zaccagni, da seconda linea a salvatore della patria

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LIPSIA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Escludendo i due portieri, se non la 24esima scelta, è arrivato qui in Germania come una delle ultime soluzioni a disposizione di Spalletti. Mattia Zaccagni da Cesena, classe 1995, è entrato in lista in extremis. Il ct ha preferito lui ad Orsolini che, in campionato, aveva fatto meglio. Il centrocampista o esterno offensivo della Lazio, ha vinto la sfida con Orso grazie alla sua duttilità. Mentre la barca stava per affondare, il ct ha pensato a lui, lo ha gettato nella mischia a 8 minuti dalla fine, più gli 8 di recupero. E proprio all’ultimo istante, si è inventato un destro a giro da chirurgo…Sì, perchè quel piatto di prima intenzione aveva una precisione tale da raccogliere e incollare i cocci di un sogno che ormai sembrava svanito. Lì la differenza, oltre al tocco, la fa la lucidità, in una frazione di secondo, quando la palla, l’ultima palla, pesa quintali, lui ha trovato la scelta e la giocata giusta. Un tiro che ha ricordato quello di Del Piero a Dortmund nel 2006, o nel passato più recente quelli di Insgine. Ma nessuna sorpresa, Zaccagni questi colpi li ha, i tifosi della Lazio lo sanno. Con quella di ieri per lui settima presenza in azzurro. Quello di ieri è stato il suo primo gol. Il modo giusto per lasciare, finalmente, il segno anche in Nazionale. Fin qui anonimo, ora eroe e salvatore della patria. Ha tolto i campioni d’Europa dal baratro, li ha portati a Berlino dove ci attende la Svizzera. Zaccagni c’è, Spalletti lo ha sempre saputo e l’ha lanciato nel momento giusto. Ora quel che verrà si vedrà, ma intanto Zac…la storia continua.
ari/gm/gsl

Tifosi azzurri felici dopo il pari con la Croazia che vale gli ottavi

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LIPSIA (GERMANIA) (ITALPRESS) – La sofferenza prima, per un gol che sembrava non arrivare mai. Poi la gioia, in pieno recupero, quando tutto era praticamente perso e c’era già chi faceva i calcoli per capire come e se prenotare viaggi e biglietti per Francoforte o Monaco di Baviera. Alla fine l’ottavo estratto è quello sulla ruota di Berlino, stadio tanto caro agli azzurri dopo la vittoria del Mondiale 2006. Motivo di vanto e orgoglio, per chi è emigrato in Germania le notti magiche con la Nazionale valgono doppio. L’ironia non è mancata soprattutto dopo un pareggio simile che ha permesso alla squadra di Luciano Spalletti di strappare una qualificazione che stava sfuggendo via di mano, tra “il tiro a giro” e quel consiglio ai tifosi croati di iniziare a prenotare subito le meritate ferie.
pia/ari/gm/gtr

Classe e lucidità Calafiori, adrenalina Retegui

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LIPSIA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Storie piccole o grandi diceva Spalletti alla vigilia. Il capitolo scritto ieri, di enorme, ha avuto il pathos con cui gli azzurri hanno acciuffato una qualificazione che stava scivolando via verso calcoli e speranze sui fallimenti altrui. Al minuto 98 la storia è cambiata. Più in là vedremo se si potrà raccontare qualcosa di grande quando verrà il tempo dei bilanci. Promozioni a pieni voti, sufficienze e bocciature azzurre dopo la folle notte di Lipsia.
DONNARUMMA 7.5: Autogol a parte, insuperabile contro la Spagna, sulla soglia della perfezione contro i croati. Dice no al bolide di Susic dopo 5 minuti. Poi nella ripresa, in rapida sequenza para un rigore a Modric, fa un miracolo su Budimir, poi deve arrendersi all’eterno centrocampista del Real. CAPITAN NUMERO 1
DARMIAN 5: Spalletti lo manda in campo puntando sulla sua esperienza. Gioca nella difesa a tre, fa un paio di buone diagonali, ma perde palloni pericolosi nei pressi dell’area di rigore. Dopo l’1-0 croato va a fare il quinto di centrocampo, ma anche lì non è quello visto in nerazzurro. RIMANDATO
CALAFIORI 7.5: Prestazione da gigante. In difesa non sbaglia nulla, si sgancia a centrocampo come gli ha insegnato Thiago Motta. Gioca sempre a testa alta, il pallone tra i piedi non brucia mai, anche quando per gli altri scotta. Al minuto 98 tutti avrebbero buttato palla in area affidandosi ai santi e alle speranze, lui guadagna campo, punta dritto e allarga al momento giusto per Zaccagni. Sul pass per gli ottavi c’è la sua firma.
RIVELAZIONE AZZURRA
RETEGUI 6.5: Dopo due gare in panchina, ha la sua chance dall’inizio. Mette in campo quel che ha, lotta come sanno fare i centravanti argentini, attacca la profondità e ingaggia una bella battaglia con i centrali croati. Niente pigrizia, solo tanta voglia. Ma tra deviazioni ed errori di mira, una conclusione pulita non arriva. ADRENALINICO
ari/mrv