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Ballottaggi, chiuse le urne. Via allo spoglio

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MILANO (ITALPRESS) – Si sono chiuse alle 15 le urne per la seconda e ultima giornata dei Ballottaggi amministrativi. Si è votato, tra gli altri, a Firenze, Bari e Perugia, Campobasso, Potenza, Lecce e Caltanissetta. In tutto sono 14 i capoluoghi chiamati a scegliere il sindaco.
(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Report STADA, ai minimi soddisfazione europei per i sistemi sanitari

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ROMA (ITALPRESS) – I sistemi sanitari hanno bisogno di un rinnovamento: questo è il verdetto del pubblico europeo. Lo STADA Health Report 2024 – un’indagine rappresentativa di circa 46.000 intervistati in 23 Paesi europei – conferma come i sistemi sanitari non rispondano più adeguatamente alle esigenze di molti cittadini europei, spingendoli a farsi carico personalmente della loro salute. Con il 56%, la soddisfazione per i sistemi sanitari è scesa ai minimi storici, diventando un invito per molti a darsi da fare: esercizio fisico regolare, una dieta sana e attività a sostegno del benessere mentale sono solo alcune delle misure adottate per compensare le debolezze del sistema e prendersi cura di sè stessi. Anche la salute mentale dell’Europa è peggiorata: gli intervistati l’hanno valutata leggermente inferiore rispetto al 2023. E sebbene il 67% degli europei sia felice in generale, il 52%, e in particolare le generazioni più giovani, lotta contro la solitudine.
Giunto all’edizione del suo decimo anniversario, lo STADA Health Report va oltre l’identificazione delle tendenze dei pensieri e delle preoccupazioni degli europei per quanto riguarda la salute, per offrire anche soluzioni attuabili per le aree problematiche. “Con lo STADA Health Report 2024, i cittadini europei ancora una volta si sono pronunciati: la soddisfazione per l’assistenza sanitaria è peggiorata per il quarto anno consecutivo, una tendenza allarmante che noi, insieme ai responsabili politici, alle autorità regolatorie, ai medici e ai farmacisti, dobbiamo capire, affrontare e invertire. Allo stesso tempo, è, però, incoraggiante vedere persone di ogni genere, background e fasce detà che si adoperano per prendersi cura della loro salute, sia fisica che mentale”, afferma Peter Goldschmidt, CEO di STADA.
La soddisfazione per l’assistenza sanitaria scende a un nuovo minimo storico. L’accesso alle visite mediche, lo standard dei servizi sanitari, la carenza di personale e una generale sfiducia nei confronti dei responsabili politici del settore sanitario: sono queste le principali cause di insoddisfazione nei confronti dei sistemi sanitari. Ora al 56%, la soddisfazione è diminuita di 18 punti percentuali dal 2020. I cittadini ungheresi, che partecipano per la prima volta, sono i più insoddisfatti del loro sistema sanitario: il 72% lo ritiene insufficiente, seguito da Kazakistan (67) e Serbia (65). Rispetto al 2023, il Regno Unito (-11 punti percentuali), il Kazakistan (-10 punti percentuali) e la Germania (-8 punti percentuali) hanno registrato i cali più significativi.
Tra le lamentele, gli europei hanno anche alcune idee di ampio respiro per migliorare la soddisfazione: quasi un europeo su due (48%) ritiene che farebbe la differenza se i responsabili delle politiche sanitarie avessero un background correlato alla salute e una percentuale simile (47%) chiede un aumento dei salari per coloro che lavorano nelle professioni mediche, per motivare un maggior numero di persone a intraprendere una carriera nel settore sanitario, alleviando così parte della pressione attualmente avvertita nel sistema.
Medici e farmacisti “sanno cosa è meglio”. Sebbene il malcontento per l’assistenza sanitaria sia tangibile, la fiducia nella medicina convenzionale è aumentata in modo significativo. Quasi 7 europei su 10 (69%) affermano di fidarsi ampiamente o completamente della medicina convenzionale, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2022. La Finlandia (84%) e la Spagna (82%) sono i suoi sostenitori più fedeli e i cittadini europei maschi (73%) sono più propensi a fidarsi della medicina convenzionale rispetto alle donne (65%).
Il principale fattore di fiducia in questo tipo di medicina? I consigli molto apprezzati degli operatori sanitari, come medici e farmacisti, preziosi per il 48% degli europei. I consigli degli esperti sono particolarmente apprezzati in Belgio e Irlanda (entrambi 56%), Germania e Paesi Bassi (entrambi 55%), Danimarca e Regno Unito (entrambi 53%). Tra l’insoddisfazione del sistema, gli europei si prendono cura della loro salute. Con il calo dei livelli di soddisfazione, sempre più Europei prendono in mano la situazione: l’89% fa almeno una cosa per migliorare il proprio benessere generale. In Finlandia (66%), Spagna (62%) e Italia (60%), le persone sono più attive fisicamente rispetto alla media (50%). Inoltre, un terzo si sottopone a controlli sanitari preventivi (33%) o assume integratori alimentari (32%). E’ interessante notare che il 31% degli europei considera anche il tempo trascorso con i propri cari un investimento per il proprio benessere generale.
I giovani europei lottano contro la solitudine. Sebbene la maggioranza degli europei affermi di essere “abbastanza” o “molto felice” (67%), c’è comunque motivo di preoccupazione: mentre l’autovalutazione sulla salute mentale è peggiorata solo leggermente, passando dal 67% nel 2023 al 65% degli intervistati che valuta la sua salute mentale come “buona” o “molto buona”, uno sguardo più attento rileva un fenomeno che non dovrebbe essere sottovalutato. L’epidemia di solitudine ha colpito il continente, con il 52% degli europei che prova sentimenti di solitudine. E nonostante siano i più connessi rispetto a qualsiasi altro gruppo, il 63% dei giovani tra 18 e 34 anni si sente solo. Tuttavia, l’eccessivo tempo trascorso online rappresenta solo una parte del problema: in primo luogo, le giovani generazioni citano il lavoro (27%) come principale fattore di solitudine e, di conseguenza, chiedono un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata per porre rimedio alla situazione.

– foto xp3/Italpress –
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Campi Flegrei, Musumeci “Entro 15 giorni il commissario straordinario”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo pensato a un commissario straordinario che sarà nominato da me entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Ci stiamo pensando, sarà una figura tecnica, meglio se ha già dimostrato competenza in gestione risorse umane e capacità organizzative”. Così il ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm.
“In Cdm si è deliberato sui Campi Flegrei, era un appuntamento previsto e rispettato nei tempi. Premetto che il governo sta dando più di quanto non abbia il dovere di dare. I Campi Flegrei è uno dei vulcani più complessi e pericolosi al mondo, c’è ed ha tutte le potenzialità di un vulcano – continua Musumeci – Man mano che si va avanti emergono gravissime responsabilità che sono remote e meno remote, sono responsabilità omissive e commissive che coinvolgono tutti gli enti territoriali. Lo sviluppo urbanistico autorizzato negli anni appare sempre più irragionevole e disordinato, l’abusivismo edilizio è diffuso e chi doveva vigilare non lo ha fatto e si è voltato dall’altra parte”.
“Dobbiamo intervenire innanzitutto sull’edilizia pubblica – prosegue Musumeci – questo è l’obiettivo che ci siamo posti, sono previsti interventi sull’edilizia pubblica e sulle infrastrutture pubbliche e viarie, sull’edilizia scolastica, sui servizi essenziali che sono quelli che risentono maggiormente del sollevamento del suolo. Abbiamo previsto 440 milioni circa”. Musumeci chairisce: “Ci auguriamo che quello delle case abusive sia un fenomeno assolutamente marginale, qualcuno solleva dei dubbi che possono apparire legittimi. Il governo non intende tirare fuori un quattrino per le case abusive e per le seconde case. Questo per essere chiari e per non alimentare facili attese”.
“Per l’edilizia privata che ha determinato l’inagibilità di circa 350-400 edifici, stiamo intervenendo per questi sei mesi di quest’anno con 20 milioni di euro, non ci limitiamo a riparare la lesione provocata dal sisma ma prevediamo la riqualificazione dell’immobile – conclude Musumeci – 20 milioni per quest’anno, vediamo cosa resta da realizzare e in legge di bilancio prevederemo altre risorse, prevediamo gli interventi da svilupparsi per almeno un arco di 3 anni. Per noi l’importante è consentire a quante più famiglie di tornare nelle loro case”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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La più avanzata PET/CT all’Irccs S. Orsola di Bologna

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BOLOGNA (ITALPRESS) – “Ci troviamo a poter utilizzare una PET/CT total body che rispetto a macchine convenzionali abbatte drasticamente la durata dell’esame passando da 12 minuti a meno di due minuti, un vantaggio che torna particolarmente utile soprattutto per i pazienti severamente doloranti, per i bambini e per chi ha limitata possibilità di collaborare. Questa apparecchiatura, poi, è estremamente sensibile: una caratteristica che ci consente non solo di individuare anche le lesioni patologiche più piccole, ma che permette pure di limitare fino all’80% la dose di radiofarmaco somministrata”. Queste le parole con cui Stefano Fanti, direttore del Centro di Medicina Nucleare dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, ha commentato l’avvio delle attività del sistema uExplorer, apparecchiatura innovativa (in tutto il mondo sono operative meno di dieci installazioni) che conferma il posizionamento d’eccellenza del centro bolognese nell’ambito internazionale della diagnostica per immagini. La uExplorer mette a disposizione dei clinici e dei pazienti un approccio di eccellenza sia in ambito oncologico che anche in altri settori. Enorme il contributo offerto da uExplorer nell’ambito della ricerca, perchè – sottolinea Fanti – “consentendo di studiare la farmacocinetica e la biodistribuzione dei traccianti a corpo intero, la nuova PET/CT Total-Body apre importanti prospettive per lo sviluppo di nuovi radiofarmaci sia con finalità diagnostiche che terapeutiche. L’attività di studio riguarderà soprattutto l’ambito oncologico, ma anche i processi infiammatori e le malattie autoimmuni”.
L’installazione di uExplorer, apparecchiatura sviluppata presso la University of California-Davis e prodotta dalla multinazionale United Imaging Healthcare, è stata resa possibile dalla collaborazione tra Regione Emilia-Romagna, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna (ed alla cerimonia di attivazione era presente la Direttore Generale Chiara Gibertoni), e dal distributore esclusivo FORA, azienda con sede a Parma, leader italiano nell’ambito della diagnostica. Afferma Carlo Q. Degano, presidente di FORA: “Oggi a Bologna ci troviamo di fronte ad uno strumento di Imaging Molecolare avanzatissimo e tra i pochi al mondo, molte volte più sensibile del miglior prodotto in commercio in questo momento, in grado di realizzare uno studio dinamico di tutto il corpo. uExplorer ha caratteristiche uniche anche in termini di sostenibilità di sistema, perchè utilizzando un sesto del radiofarmaco si dimostra capace di una produttività ben superiore ai modelli tradizionali”.
“E’ un’attivazione che ci rende tutti orgogliosi della capacità del sistema salute nazionale di rendere disponibile la più avanzata innovazione tecnologica a favore dei pazienti – precisa il presidente di Fora -. Come azienda devo sottolineare che a Bologna abbiamo avuto la possibilità di sperimentare la miglior integrazione e collaborazione possibile, cioè l’opportunità di incontrare un centro utilizzatore, un’amministrazione ed una regione illuminati che hanno creduto, anzi spinto per avere il primato in questa rivoluzione diagnostica”.
Presso l’IRCCS S. Orsola in pratica si è realizzato un esempio di effettiva collaborazione tra pubblico e privato, di connessione reale tra bisogno di presa in carico e contributo dell’innovazione tecnologica. Prosegue Degano: “Il modo ed il tono con cui abbiamo tutti lavorato per rendere questo sogno realtà è stato rispettoso dei reciproci ruoli ed è sempre stato sostenuto da un unico “mantra”: dare ai pazienti quanto di meglio ci fosse al mondo e sostenere attivamente la ricerca. Per noi fare parte di questa pagina di storia prima in Europa e prima in Italia è un premio che corona la nostra intraprendenza e ci responsabilizza ad avere un ruolo sempre più epocale, ma allo stesso tempo richiederà sempre maggiori competenze, attenzioni, umiltà e buon senso, che saranno gli slogan che ci distingueranno aziendalmente anche nel futuro”.
A Bologna è stato presente anche il presidente e CEO della Divisione Internazionale di United Imaging, Jusong Xia, che ha portato l’esperienza dello sviluppo del sistema diagnostico realizzato in anni di ricerca a cui hanno contribuito differenti centri di studio in tutto il mondo. “La realizzazione di uExplorer è una storia di successo di collaborazione internazionale – ha dichiarato Jusong Xia -. Dopo anni di ricerca e sviluppo insieme alla UC Davis e all’Università di Yale, abbiamo messo a punto e fornito una PET/CT digitale ad altissima risoluzione con un campo visivo PET assiale (FOV) di 194 cm che consente di scansionare l’intero corpo con un singolo posizionamento del paziente. Il sistema messo così a disposizione dei clinici offre la scansione dinamica di tutto il corpo, consente di somministrare una dose di radiofarmaco al paziente estremamente bassa e produce una risoluzione dell’immagine estremamente elevata, cambiando il modo in cui l’imaging PET/CT di tutto il corpo è stata tradizionalmente eseguita”.

– Foto ufficio stampa FORA –

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