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Partnership fra Italpress e Cibor Tv, gli Europei sbarcano in America

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ROMA (ITALPRESS) – Gli Europei di Calcio sbarcano anche in America grazie ad una partnership fra l’agenzia di stampa Italpress e Group Italian Television, che trasmette il programma Primo Piano Euro24, format condotto da Claudio Brachino ed Italo Cucci, su Cibor TV la televisione via cavo più diffusa fra gli italiani in America.
“Il forte legame con Italpress, già presente in numerosi programmi sulla nostra piattaforma digitale, – afferma Roberto Onofri, DJ Internazionale e CEO di Group Italian Television- si arricchisce con un programma esclusivo dedicato al pre-partita e al post-partita. Questo permetterà ai nostri connazionali di tutto il mondo di restare aggiornati con le ultime notizie e di vivere le emozioni delle partite come se fossero in Italia.
CIBORTV, con il supporto di Italpress e Group Italian Television, garantisce una copertura completa e appassionante degli Europei 2024, creando un punto di riferimento per tutti gli italiani che vogliono gioire insieme per i successi della nostra nazionale”.
“Sono veramente molto contento di questa collaborazione con Italpress – continua Onofri- che prevede ulteriori sinergie future con tutto il nostro gruppo Multimediale sia in Italia che all’estero. E’ da anni che io opero nelle televisioni e radio oltreoceano e questa collaborazione con Italpress avviene in un momento molto importante della mia carriera, in cui mi sto dividendo tra programmi RAI da me ideati sui porti italiani e importantissime competizioni nazionali ed internazionali”.
Molto soddisfatto della partnership anche il direttore e Founder di Italpress Gaspare Borsellino “Siamo fiduciosi che questa iniziativa porterà a una collaborazione sempre più importante tra Group Italian Television e Italpress su CIBORTV.
Questa partnership rientra nel piano di espansione della nostra agenzia all’estero e sopratutto negli Stati Uniti dove lo scorso ottobre abbiamo aperto il nostro ufficio di corrispondenza a New York”.
Primo Piano Euro24 è visibile oltre che su Cibor TV anche su MAIE Channel, la TV degli Italiani all’estero, Ocean Drive visibile in Florida, PortTV e Make-up Channel e sul portale Il newyorkese, sito di riferimento degli Italiani a New York, con il quale Italpress ha recentemente siglato una partnership editoriale.

– Foto: Italpress –

(ITALPRESS).

Ue, Crosetto “Non limitarsi a scegliere nomi ma capire percorso futuro”

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ROMA (ITALPRESS) – “Da troppo tempo non discutiamo del nostro sviluppo economico e industriale, della nostra stessa sopravvivenza. Scelte come il Green deal vanno ribaltate”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista al Sole 24 Ore.
Dopo le elezioni europee, i capi di governo dei 27 paesi dell’Unione si sono riuniti a Bruxelles. “La futura Commissione europea e il futuro assetto delle istituzioni europee – ha affermato Crosetto -, in questo momento non hanno bisogno di velocità, ma hanno bisogno di compattezza, hanno bisogno di ragionamento, hanno bisogno di profondità. Il tema non è – e non dovrebbe esserlo mai, in verità – nominalistico, cioè, limitarsi scegliere dei nomi, per quanto importanti o altisonanti possano essere. Il tema, mai come oggi, è scegliere il programma del prossimo governo della prossima Unione europea. Il problema fondamentale non è dire ‘Facciamo presto, facciamo prestò. Il punto non è esibire la scelta di nomi fatti in un giorno, la cosa fondamentale è capire quale sarà il percorso che vogliamo far intraprendere all’Europa nei prossimi anni”.
“Abbiamo problematiche aperte – ha continuato Crosetto – di cui non si è più parlato da troppo tempo: riguardano il nostro sviluppo economico, il nostro sviluppo industriale, lo sviluppo della nostra stessa sopravvivenza come continente. Per citarne uno, la dipendenza europea dalla Cina”.
Molti pensano che la nuova commissione ridiscuterà anche il modello del “Green deal”. Per Crosetto “l’Europa si è concentrata sulla produzione di regole sempre più cavillose e sofisticate piuttosto che incentivare la ricerca, le tecnologie più innovative e per questo siamo diventati una sorta di grande agenzia della normazione, interessata solo a costruire potere regolatorio. Così facendo – ha proseguito – le aziende sono scappate all’estero ed abbiamo messo in crisi la ricerca e l’innovazione europea regalandone il primato prima agli Stati Uniti e adesso alla Cina. Una scelta insieme miope e folle che va completamente ribaltata. Francamente, i socialisti ‘alla Timmermans’ non vorrei vederli più alla guida dell’Unione”.
Secondo il ministro “in questi anni abbiamo trasformato l’Europa in un luogo dove non bisognava produrre, non bisognava inquinare e il solo dibattito ammesso era quello sui diritti. Sempre più diritti e sempre meno doveri. Abbiamo dato per scontato – ha aggiunto – il nostro Welfare, costruito su una ricchezza concreta, fatta di prodotti veri che man mano andavamo perdendo pensando che potessero bastare i servizi o la finanza”.
Una riflessione anche sull’Africa. Oltre all’Unione europea, anche la Nato dovrebbe avere un progetto per l’Africa? “Mentre l’Unione Europea ha dato qualche segnale di consapevolezza – ha affermato -, la Nato per ora si è concentrata, giustamente sull’Ucraina, questione drammatica, punto fondamentale, ma bisognerebbe guardare anche ad altri scenari, non solo ai problemi di oggi. Noi dobbiamo anticipare i problemi del futuro. Ecco perchè all’ultimo vertice della Nato e in previsione del summit di Washington a luglio ho insistito e chiesto attenzione, oltre che al fronte Est, anche al fronte Sud dell’Alleanza”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Incendio alla discarica di Bellolampo a Palermo, le immagini

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PALERMO (ITALPRESS) – Si sono concluse le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato alla settima vasca della discarica di Bellolampo a Palermo. Personale dei Vigili del Fuoco e personale dell’azienda RAP, con l’ausilio dei mezzi movimento terra, della stessa ditta, hanno provveduto ad estinguire i vari focolai d’incendio ricoprendo con terra i rifiuti. Intervenuto sul posto personale dell’ARPA Sicilia per le valuatazione dell’aria. Anche il personale NBCR è presente sul posto per effettuare i rilevamenti campali di competenza.

pc/gtr
(Fonte video: Vigili del Fuoco)

Rovigo, cellulare vietato in azienda per un giorno: «Una distrazione continua, così ci disintossichiamo»

La decisione di Massimo Andriotto, proprietario della storica Arredambienti di Villadose: «Niente telefonino il 18 giugno (oggi, ndr). Frena le nostre capacità intellettive. Molte imprese hanno chiamato. Sono pronte a copiarci» Il 18 giugno (oggi, ndr), nessuno dei dipendenti e dei collaboratori, nemmeno il titolare, potrà entrare all’interno dei cancelli dell’azienda con il proprio cellulare. Dimostreremo, così, che siamo capaci di vivere per un giorno senza questa ossessione». Non appena i venti lavoratori della storica azienda Arredambienti di Villadose (Rovigo), specializzata nella progettazione e realizzazione di interni per attività commerciali e imbarcazioni di lusso, hanno letto il singolare messaggio, inviato del titolare Massimo Andriotto nella chat aziendale, hanno pensato a uno scherzo. Ma la conferma del capo non è tardata ad arrivare. «Ho pensato di istituire una giornata di disintossicazione dai cellulari – ha spiegato l’imprenditore, 66 anni, di cui 46 trascorsi a realizzare arredi per i grandi brand del lusso nello stabilimento di via dell’Artigianato -. Ho notato, infatti, che costituiscono una continua fonte di distrazione per tutti noi. Il personale degli uffici è costantemente distratto da messaggi e chat scolastiche o familiari, senza contare le chiamate dei call center e le notifiche dei social. Ogni 5 minuti si sente vibrare un cellulare. Lo stesso accade per chi lavora in produzione. Anche se sarebbe vietato, infatti, qualcuno lo tiene in tasca e l’occhiatina scappa sempre. È più forte di noi – fa notare Andriotto -, siamo tutti cellulare-dipendenti. Non riusciamo più a raggiungere una destinazione senza il navigatore. Le nuove generazioni non sanno leggere una cartina stradale».Il cellulare, secondo l’imprenditore polesano, se da un lato ha portato indiscussi vantaggi nella velocità di comunicazione, dall’altro ci sta rallentando nelle capacità intellettive e di problem solving. «Ricevo decine di telefonate al giorno, molte delle quali sono dei miei collaboratori: mi chiamano anche 5-6 volte quando potrebbero benissimo raccogliere i pensieri e comunicarmi il tutto in un’unica chiamata. E invece non ci siamo più abituati. Stiamo perdendo la capacità di ragionamento e sintesi e questo si ripercuote sulla qualità del lavoro: il tempo trascorso al telefono è tempo portato via alla mansione che sto compiendo». Il cellulare, insomma, secondo l’imprenditore polesano sta anche provocando danni alle aziende sul fronte della produttività.

I dipendenti: le reazioni

Nella piccola azienda di Villadose, però, non tutti hanno accolto di buon grado il «disconnect day» previsto per oggi. «Come farò a sollecitare ogni 10 minuti mio figlio per convincerlo a studiare per la maturità ? – si chiede, tra l’ironico e il perplesso, la segretaria Roberta -. Con i figli adolescenti il cellulare è uno strumento di controllo utile». «Mia moglie è un po’ preoccupata per il fatto che per un’intera giornata non avrò il cellulare con me – spiega invece un operaio della produzione -: le ho spiegato che se ci sono emergenze – sa com’è, con i figli piccoli ce ne sono sempre – potrà contattarmi in azienda». Ma c’è anche la voce fuori dal coro di Lucio Visentin, falegname a un passo dalla pensione: «Non ho mai portato il cellulare al lavoro – confessa -, se succede qualcosa mi chiamano dall’ufficio». «Mi stanno contattando decine di colleghi imprenditori – fa sapere con un certo orgoglio Andriotto -. Molte aziende vogliono copiarci l’iniziativa».